
Annamaria Casini alla processione delle Cavate domenica mattina, prima dell’incidente… diplomatico della Giostra
EFFETTI INDESIDERATI DEL PRESSAPPOCHISMO VOLONTARISTICO ALLA GIOSTRA
6 AGOSTO 2018 – Per quanto possano proclamare di voler guidare il comprensorio, di essere i cittadini di una Sulmona che raccoglie il centro-Abruzzo, certi sulmontini non possono fare a meno di perpetuare nei secoli l’aria di sufficienza e di superiorità che sempre li ha contraddistinti nei confronti dei pratolani. E, infatti, alla “Giostra” dell’altro giorno, la piccola delegazione di Pratola Peligna non è stata neanche oggetto del saluto riservato per tutte le altre delegazioni, al punto che la sindaca, che guidava il gruppo, ha deciso di abbandonare la manifestazione. Hanno fatto benissimo, sindaca e delegazione, anche se non servirà ad insegnare l’educazione a chi organizza queste manifestazioni.
L’unica scusante può venire dal fatto che questa sgangheratissima accozzaglia di volontariato e di socialismo decadente e caratterizzato dalle qualità che hanno sempre colorato il socialismo (dai tempi di Trilussa) in Italia (e a Sulmona in tempi anche molto recenti, cioè dei servi politici, esecutori degli ordini di Domenico Susi) non rappresenta la città di Sulmona, proprio perché le manca una gerarchia delle funzioni e delle figure.
I pratolani non si debbono dolere di queste mezze figuracce dei sulmonesi: a loro il merito di aver costituito e (soprattutto) conservato l’unica banca che abbia la sua sede nella provincia dell’Aquila; e, poi, i successi degli emigranti che subissano quelli degli emigranti sulmonesi; e poi di saper organizzare una festa per la “loro” Madonna che ha pochi eguali in Abruzzo.
Ai Sulmonesi, nel momento attuale, il primato di aver collocato l’aglio in testa al loro più grande concittadino e di non aver fatto niente per definire con gli esatti termini la grande impresa di tre anni fa (anzi proprio un mezzo rappresentante dei socialisti, Franco Pingue, che presentava le querele su ordine del dominus Domenico Susi, sostenne che la cosa andava approvata e voleva trascinare il Comune nella… campagna dell’aglio).
L’unica consolazione, appunto, è che ad organizzare sono borghi e sestieri e non agiscono così gli effettivi rappresentanti di Sulmona (che però non fanno niente per impedire che la città faccia queste belle figure). E così, da Shakespeare (al quale frasi improvvide attribuiscono pensieri mai condivisi) alla pseudo Regina Giovanna con mezzo culo scoperto (ma c’è sempre chi è ottimista e vede il… mezzo culo coperto), alle vignette nelle quali i fantini inanellano l’aureola della Madonna che scappa in Piazza. Fino a quando la sindaca si volterà dall’altra parte e seguirà la processione delle Cavate (come questa foto di ieri mattina testimonia) invece di vigilare sulla dignità della “Città di Sulmona”?
O forse sono maturi i tempi per organizzare una giostra tra Pratola e Sulmona con i cavalieri veri a scambiarsi le vere “botte”?






