BIANCHI: “ORA LA SINDACA DICA LA VERITA'”

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23 AGOSTO 2018 – Si delinea il contorno delle dimissioni della sindaca durante l’ultimo consiglio comunale; non tanto per quello che le ha caratterizzate sul momento (cioè l’uscita scenica dall’aula consiliare), quanto per quello che si nota adesso: una continua ricerca del motivo per ritirarle entro la fine del mese, onde evitare che diventino definitive.

L’opposizione interna alla maggioranza non lancia nessun “assist” per un ripensamento, perché ormai considera il “biennio Casini” concluso e inutile nella prospettive delle alleanze per le elezioni regionali, che passeranno anche per il disconoscimento di una coalizione arrangiata e senza spina dorsale. L’unico colpo di teatro, che segnerebbe il sorprendente imbocco di una stagione nuova e feconda di risultati interessanti, sarebbe proprio un’altra impennata della sindaca con la rinuncia alle dimissioni in modo da creare problemi seri a chi vuole seppellire l’esperienza del biennio. Ne deriverebbero imbarazzi seri per tutti i piani che si vanno costruendo in vista delle elezioni regionali, programmate in ragione delle quasi contemporanee elezioni comunali.

A  dire di non cambiare idea ci pensa la consigliera di Forza Italia, Elisabetta Bianchi, a dire alla sindaca incline al ripensamento, con preoccupazione di tutti quelli che già pensano a scegliere un sindaco che sia il porta-acqua di un consigliere regionale socialista o “civico”. “Si spogli dell’abito del solito vittimismo”, afferma Bianchi che aggiunge : “descriva puntualmente alla Città quali sono i contenuti delle dinamiche – ad oggi rimasti oscuri – che dividono la sua maggioranza e se questi riguardano il bene comune della nostra comunità”. “E’ essenziale che i cittadini possano conoscere quasi sono le cause della crisi (condita sicuramente dall’incapacità del metodo di lavoro di chi ha avuto la responsabilità di guidare la coalizione) ed abbiano la possibilità di identifcarne gli artefici ed i facilitatori. Dimettersi nella verità è l’unico tributo che ha il dovere di riconoscere alla cittadinanza – semmai ne è stata alla guida con senso del dovere e lealtà – al fine di evitare di contribuire a proiettare nella prossima campagna elettorale figure mitologiche che si sono nutrite della sua debolezza”.

L’analisi è dotta e mette in buona forma il terribile stato d’animo di chi non ha retto la mortificazione di una maggioranza che stava per cacciarla, ma non regge neppure la prospettiva di andarsene veramente. Nessun corridoio di Palazzo San Francesco riporta oggi la sindaca in aula consiliare; servirebbe un passaggio segreto, oppure una impalcatura esterna per vincere tutti gli ostacoli, elevati senza generosità dall’artefice della sua elezione e dai compagni di avventura. E senza generosità si potrebbe adesso dirle che se lo doveva aspettare, visti i compagni e visto l’artefice; come se lo dovevano aspettare tutti quelli che sono passati per questa giunta e ne sono usciti più o meno rocambolescamente e quasi sempre senza dignità. “Dimettersi nella verità” , come suggerisce Bianchi? E chi certificherebbe la verità affermata dalla sindaca? Il prossimo sindaco o il prossimo consigliere regionale?

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