MINISTRO BONISOLI, FACCIA DI TUTTO PER SALVARE IL BIMILLENARIO

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LETTERA APERTA DOPO LA SVEGLIA SUONATA DA DMC E IN VISTA DELL’INCONTRO CON SPINOSA PINGUE

4 SETTEMBRE 2018 – “Signor Ministro Bonisoli,

le cronache riferiscono che domani, per intercessione del sottosegretario del Suo dicastero, il pentastellato abruzzese Vacca, sarà da lei il rappresentante di DMC Terre d’Abruzzo, Fabio Spinosa Pingue, che dopo tre anni dall’approssimarsi del Bimillenario della morte di Ovidio, ha ieri l’altro suonato la sveglia perché si provveda a fare qualcosa onde non perdere il finanziamento di 700.000,00 euro previsto dalla legge approvata nella scorsa legislatura.

Ha convocato una conferenza stampa nella quale c’era poco da conferire e  c’erano protagonisti che, nel nome di un recupero dei tempi (persi da amministratori comunali e parlamentari), hanno allestito una specie di inquisizione del predetto Vacca, in diretta telefonica, con la valorizzazione della geniale idea dell’on. Stefania Pezzopane  di celebrare un Bimillenario due o tre anni dopo la ricorrenza e di pretendere per questo una proroga, in violazione della disposizione che impedisce di spendere soldi che non sono stati spesi nel termine per il quale erano stati stanziati.

Ora Lei non guardi troppo al capello e non si chieda se tale Stefania Pezzopane sia la stessa che ha proposto la legge per il Bimillenario e che, quindi, ben sapeva, stando al Parlamento, che le leggi non solo bisogna approvarle, ma anche curare che vengano applicate; e se non abbia gli stessi caratteri somatici della parlamentare che quando si tratta dell’Aquila non invoca proroghe, ma riesce a bruciare i tempi di finanziamenti ed elargizioni.

Le chiediamo anche di non essere pignolo e, quindi, di non mettere a confronto le iniziative prese a livello locale per mostre e mostrine del bimillenario, con l’autopromozione di artisti imparentati con quelli che dovevano fare la promozione; non c’è bisogno di dirLe niente, al riguardo, perché i Suoi colleghi pentastellati d’Abruzzo lo sanno e ne hanno formato oggetto di interrogazione parlamentare e forse anche di denuncia alla Procura. Prenda esempio da democristiani e socialisti, passi su tutto questo e consideri che si deve fare il possibile per salvare la legge di finanziamento del Bimillenario. Dimentichi pure che la Sindaca di Sulmona, con una diplomazia cavouriana, invece di partire subito e venire al Ministero, con o senza Pingue, ed evocare argomenti benevoli per recuperare nei salotti quello che i soldati hanno perso nei campi di battaglia (i Savoia in questo modo hanno fatto l’Italia, secondo l’autorevole Cantù), stamane ha preso la prosopopea della rana che vuole diventare bue e si è messa a spiegare ai grillini come si fa politica; e come si tutela il territorio; e qui e là e su e giù, come fanno quelli ai quali non interessa un fico secco del risultato e vogliono sfoggiare la loro superiorità (tanto sono convinti che il risultato non si ottiene lo stesso).

Metta da parte tutto questo, lo faccia per Publio Ovidio Nasone. Da ministro della cultura; e poi anche, se vuole, da grillino che vuole dimostrare che quello che conta è il bene comune.

Veda quello che può fare e dirotti i fondi su una nuova legge che chiamerà “Ripensando al Bimillenario che avremmo celebrato se a Sulmona non avessero eletto Pelino e Pezzopane, Casini e Gerosolimo” e, se il titolo è troppo lungo, trovi lei una pezza a colore: “Dall’ars amatoria di Ovidio all’ars mendicatoria dei Sulmonesi” e, se vuole proprio conservare protagonisti i politici in questo bimillenario, dirotti i 700.000,00 euro in un convegno: “Dai Tristia ai tristi”.

Insomma, Lei lo sa perché combatte i politici alla vecchia maniera: questi si prendono tutto, pure gli insulti, pur di poter tornare e dire che hanno richiamato l’attenzione del ministro e questi si è impegnato a tenere a cuore i loro desideri. Tenga a cuore, ma non trattenga la domanda al suo interlocutore Fabio Spinosa Pingue: “Era lei che qualche anno fa, da imprenditore commerciale di Sulmona e socio di qualche supermercato, promosse il nome dell’aglio Solimo e poi, visti i risultati deludenti, abbinò l’aglio a Ovidio?” E se, come riteniamo, non potrà non ricevere che un sì, magari a mezzabocca, gli chieda anche se non sia lo stesso che, in collaborazione con “Fabbricacultura”, ha allestito la manifestazione che tutta la latinità ci invidia, con l’apposizione di una corona d’aglio sulla testa della statua di Ovidio nel dicembre del 2015. Se, come ancora riteniamo, non potrà non ricevere che un sì, magari ad un quarto di bocca, gli chieda se ritiene opportuno che parli in nome delle esigenze culturali di Sulmona e si presenti ad un Ministro della cultura, con o senza sindaco. E se riceverà un fantozziano “No, non è opportuno”, gli dica che le sveglie le vada a suonare altrove; che una conferenza stampa non si può trasformare in una inquisizione, come hanno fatto lunedì mattina lui e gli altri presenti che tra l’altro giornalisti non erano; e che se vuole celebrare il Bimillenario metta le mani al portafoglio, come fanno i Sulmonesi che amano il loro Ovidio (v.“Rosanna Tuteri soprintende “Tempeste” ” nella sezione OVIDIO di questo sito).

Poi, ovviamente, Lei è libero di rispondere quello che vuole; Lei è ministro.

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