NON CI SAREBBE BISOGNO DI TORNARE A CELESTINO SE NON LO SI FOSSE TRADITO

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IL CARDINALE PETROCCHI CONIA NUOVI TERMINI NELLA CHIUSURA DELLA PERDONANZA

30 AGOSTO 2023 – L’arcivescovo dell’Aquila, cardinale Giuseppe Petrocchi, concludendo la “Perdonanza”, ha ieri sostenuto che bisogna “celestinizzare” questa festa, con evidente riferimento agli eccessi che il programma ha consentito alla parte secolare di tutto l’allestimento.

Potrebbe essere più utile che la festa tipo sagra paesana rimanga a L’Aquila e che la vera festa per Celestino V si tenga nei pressi dell’eremo che lui stesso elesse a luogo della sua vita. Così, da un lato gli aquilani si tengono gli effetti commerciali del loro impegno per il Papa trascinato dal D’Angiò a Collemaggio; e, dall’altro, chi volesse raccogliersi in meditazione e, perchè no, in preghiera, nel nome di Celestino, avrebbe spazi e silenzio consoni. Quest’anno si è raggiunto l’acme di un palco da concerti che ha coperto la facciata della basilica di Collemaggio, come ha rilevato il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi (e il sindaco della città degli effetti commerciali gli ha risposto in malo modo). Dall’anno prossimo si potrebbe perpetuare una ricorrenza genuina, anche perchè è un po’ difficile coprire l’Abbazia celestiniana con un palco da concerti.

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