Adesso non è più scontato che le autostrade servano a scavare tunnel

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Un viadotto tra Cocullo e Pratola

IL GOVERNO VUOLE RIVEDERE LE CONCESSIONI CHE HANNO PRODOTTO PROGETTI FARAONICI MENTRE I PONTI SI ARRUGGINISCONO

13 SETTEMBRE 2018 – Il Ministero delle Infrastrutture sta verificando le modalità di revisione del rapporto concessorio delle autostrade abruzzesi. Lo ha comunicato il Ministro Danilo Toninelli ed è la novità più rilevante per l’Abruzzo in tutto il panorama successivo al crollo del ponte Morandi a Genova. Non si è ravvisata identità di vedute tra le amministrazioni coinvolte e per questo il Governo sta valutando di adottare “un provvedimento normativo ad hoc” onde consentire la prosecuzione degli interventi di adeguamento delle tratte autostradali divenuti urgenti e improcrastinabili a seguito degli eventi sismici verificatesi nel 2009 e proseguiti, con differente intensità, sino all’anno corrente. In tal modo si potrebbero utilizzare ìi 192 milioni di euro previsti nel complessivo piano.

Tempo ce ne vuole, ma l’obiettivo di riportare importanti infrastrutture nella mani dello Stato anche per la gestione più ordinaria sembra avvicinarsi. E’ paradossale che gli abruzzesi debbano pagare i pedaggi tra i più alti d’Italia e trovarsi i viadotti nelle condizioni nelle quali sono stati ripresi dai cento o mille obiettivi in questo mese successivo al crollo di Genova. E supera il paradossale che la concessione della A25 debba servire da trampolino per costruire faraonici tunnel da Bussi a Collarmele eliminando addirittura i più basilari connotati sociali di un collegamento autostradale.

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