IL GOVERNO PRENDE POSIZONE SULLE AUTOSTRADE ABRUZZESI, MA SPERIAMO CHE FACCIA PRESTO
11 SETTEMBRE 2018 – Il ministro dei trasporti e delle infrastrutture, Toninelli, ha tracciato un programma piuttosto incisivo per riportare alla gestione diretta dello Stato (lo era sostanzialmente quella dell’Iri) quasi tutte le autostrade italiane.
Il vice-presidente del Consiglio, Di Maio, ha incluso le autostrade A24 e A25 nell’ambito di quelle che, per esigenze connesse alla funzione anche di Protezione Civile, debbono essere sottratte ad ogni concetto di utile e di convenzione dai risvolti soprattutto economici. In altre parole, garantire che una regione afflitta da una sismicità ormai quasi smodata (per molti decenni il terremoto era un ricordo solo dei più anziani, oggi è all’ordine del giorno) abbia un sistema di autostrade saldo ed affidabile è l’impegno di questo governo, esattamente opposto a quello dei governi che con i concessionari hanno raggiunto patti convenienti solo ai concessionari, con periodi di uso dell’ordine di quaranta o cinquanta anni, che ne hanno favorito gli appetiti per formulare idee pazzesche come la variante da Bussi a Collarmele (tanto i soldi erano dello Stato che non incassa i pedaggi fino alla quarta generazione…).

Il viadotto di San Cosimo sulla A25 all’epoca della costruzione 45 anni fa, con piloni perfetti e intatti
L’ipotesi di un impegno in prima persona dello Stato è stata suggerita proprio su queste colonne all’indomani della proposta del rappresentante della “Strada dei Parchi” (sempre lui, il dott. Ramadori, il facondo oratore della “inflazione programmatica”; v.: “Ma Toto di 6 miliardi li elargisce o li anticipa?”). E su questa proposta si sono guardati bene dal prendere posizione favorevole i parlamentari di Forza Italia e del Pd, legati alle direttive di partito che stroncano in radice ogni aspirazione di favorire le scelte migliori per il territorio che li ha eletti.
Ora speriamo che la proposta che tutto torni all’ANAS (azienda che ha gestito direttamente la A24 e la A25 per un interregno tra la gestione della “Società Autostrade Romane e Abruzzesi” e quella della “Strada dei Parchi) venga coltivata e porti ad un provvedimento legislativo urgente, che metterebbe anche fine all’assurda contrapposizione tra i gestori delle autostrade e i sindaci delle decine di Comuni attraversati da queste arterie in tutto e per tutto ripagate dai decenni di pedaggi corrisposti dalla loro inaugurazione.
Non si tratta di una proposta di un isolato parlamentare della minoranza: con Toninelli e Di Maio è il Governo stesso ad aver parlato, ed è un governo che dal 4 marzo ha visto aumentare, nei sondaggi, di altri dieci punti il gradimento degli elettori. Prima che dovesse scendere…

Un viadotto della A25 in Valle Peligna






