
Un’orda di cinghiali un mese fa nella valle dell’Aterno
SINGOLARE CONFRONTO NEI PRESSI DELLA VILLA DI PRATOLA TRA POPOLAZIONE E UNGULATI
3 OTTOBRE 2018 – La notizia viene da Pratola Peligna ed è di quelle che danno un senso alla vita (dei cinghiali e degli umani). Un gruppo di ungulati è stato notato nei pressi della Villa comunale, proprio nella zona del cimitero. Stazionava, come in genere fanno i cinghiali prima che il capo-branco decida dove andare a mangiare. Le mamme si preoccupano per i bambini; viene chiamata la polizia provinciale; sul posto va anche la sindaca.
Il confronto non muove un passo: da un lato i cinghiali, che si preparano ad essere attaccati; dall’altro gli umani che si preoccupano di essere attaccati. Non c’è, come si dice, comunicazione e le reciproche preoccupazioni durano per ore. Della polizia provinciale neanche l’ombra, o meglio, neanche le armi. L’abbattimento dovrebbe essere selettivo; ma vai a fare una selezione in questi casi: vuol dire che i non-selezionati si avventano, perché impauriti, e nel loro attacco non possono neppure essere abbattuti, perchè anche in tempo di guerra le leggi segnano un limite invalicabile.
Guai ad abbattere oltre il numero giusto. Vabbè, avrà pensato la sindaca, ma almeno un cinghiale si potrà abbattere, se non altro per far vedere che c’è chi seleziona. E invece non c’è selezione e non c’è, ancora fino alle 19, la polizia provinciale. Che fosse stata soppressa? Il presidente della provincia, Angelo Caruso, per solito ciarliero anche quando si tratta di ripristinare il ponte sul Giovenco nella Marsica ed informarne le redazioni di Sulmona, è diventato poliglotta e tace in sette lingue.
I cinghiali cominciano a pensare che, oltre alla comunicazione, negli avamposti nemici manchi pure il coraggio. E tuttavia non attaccano, per rimarcare la differenza tra loro e gli sciacalli. I bambini, se fosse dipeso dalla polizia provinciale, potevano essere sbranati da un pezzo, anche se il PCI è finito da tempo. Alla fine i cinghiali se ne vanno: sono giunte le tenebre e si presenta una notte densa di impegni: “Questi umani peccano sempre di provincialismo” si saranno detti.






