SE C’E’, LA SEN. DI GIROLAMO BATTA UN COLPO…

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STA ALLA COMMISSIONE TRASPORTI E SU QUEL TEMA SI GIOCA IL FUTURO DEL CENTRO-ABRUZZO – A QUANDO IL RTORNO DELLA A25 ALL’ANAS?

6 OTTOBRE 2018 – Non sappiamo se la sen. Gabriella Di Girolamo fosse presente al sopralluogo del Ministro Toninelli alla base del viadotto di Bugnara della autostrada A25; se c’era non ci ha fatto sapere niente e quindi non aveva niente da dire o da far sapere. E’ certo, però, che il ruolo attuale della senatrice non è di poco conto, perché fa parte della Commissione trasporti del Senato ed è stata eletta da un territorio bersagliato da letali iniziative del partito di opposizione a Roma e di maggioranza a L’Aquila: deviazione della linea ferroviaria Roma-Pescara, consolidata chiusura della linea ferroviaria per Napoli, deviazione anche della autostrada da Pescara per Roma. In queste ore, per giunta, la attenzione della stampa nazionale è concentrata sulle condizioni nelle quali sono stati lasciati i viadotti autostradali e, se non fosse stato per “Le Iene” (e molto in piccolo per questo giornale on-line che insiste da mesi sulla questione dei viadotti peligni) tutti continuerebbero ad andare e venire da Roma in tranquillità. Ma la senatrice avrà ben intuito che occorre lavorare sodo: non tanto per la questione dell’ammontare dei pedaggi (se uno vuole una autostrada comoda e sicura in quote che raggiungono anche quelle di montagna, deve pagare, altrimenti prende la Tiburtina o la Salaria), quanto perché finalmente il suo Ministro può dire la parola “fine” alla concessione delle autostrade abruzzesi, in particolare a quella A25. Anche sotto questo profilo andiamo ripetendo da tempo che la rilevanza di queste vie di comunicazione in caso di evento sismico è tale che entrambe (ma più di tutte la A25) sono strategiche. Debbono essere gestite dallo Stato, costi quel che costi; e debbono essere controllate da persone che non siano soggette a logiche di redditività dell’impresa; altrimenti ogni dieci o venti anni stiamo a fare sopralluogo sotto i piloni dei viadotti scarnificati dal tempo e dal sale buttato a tonnellate per sciogliere neve e ghiaccio.

La sen. Di Girolamo può pensarla anche in maniera differente, ovviamente: può convertirsi sulla via di Damasco e, contrariamente a quello che hanno detto la sua collega di partito Marcozzi e tutti i grillini, sostenere che il folle progetto di variante da Bussi a Collarmele sia un progetto saggio. Soprattutto deve impegnarsi affinchè anche l’Abruzzo, come la Calabria, abbia una autostrada che sottolinei la presenza dello Stato a favore dello sviluppo, e anche della Protezione Civile.

Per esempio, chi l’ha eletta vorrebbe sapere se, al di là della macabra intervista concessa da un tecnico di “Strada dei Parchi” al TG3 Regione in merito alla esclusiva potestà di quella concessionaria a chiudere e aprire il traffico, la senatrice condivida in linea di massima l’ipotesi di una limitazione che il ministro Toninelli si accingerebbe a ordinare evitando il traffico pesante sulla A24 e sulla A25. Una decisione del genere, infatti, sarebbe letale per tutto il traffico dalle Marche (e ovviamente dalla parte alta del litorale abruzzese) con la Campania, con tutto quello che consegue in termini di indotto (abbiamo sottolineato che i movimenti dal porto di Napoli a quello di Ancona passano per A14, A25 e SS1/; così pure i trasporti su gomma da Napoli a Bologna e al Brennero (v. “E in barba a D’Alfonso da Napoli a Bolzano si passa per Sulmona” nella sezione TRASPORTI di questo sito).

Perciò non è necessario che si agiti come faceva Paola Pelino quando si sospettava soltanto che potesse venire un ministro forzista in Abruzzo, oppure come fa ancora Stefania Pezzopane per prendere le prime pagine dei giornali anche quando si parla in conferenza stampa di una legge di finanziamento del Bimillenario ovidiano che lei stessa ha lasciato fallire. Indubbiamente un taglio più dignitoso è sempre più apprezzabile. Ma, vivaddìo, se c’è, batta un colpo (non al viadotto, s’intende, data la ruggine…).

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