QUANDO PARLANO GLI ANGELONI SI SCOPRONO GLI ALTARONI

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E domani da Via Cavour in Roma a Noce Mattei alle Marane…

L’ASSESSORE COMUNALE MINACCIA LA GIUNTA ROMANA DI NON ACCETTARE I RIFIUTI. MA NON DOVEVA GIA’ ESSERE CESSATO IL CONFERIMENTO DELLE IMMONDIZIE A NOCE MATTEI ?

13 NOVEMBRE 2018 –

L’assessore Antonio Angelone

Riferiscono le cronache (“Il Centro” di oggi) che nella manifestazione romana di ieri contro lo spostamento del terminal degli autobus dalla stazione Tiburtina ad Anagnina, gli abruzzesi presenti in massa hanno sfoderato molti argomenti. Uno in particolare ci ha colpiti ed è quello sostenuto dall’assessore comunale di Sulmona, Antonio Angelone. Questi ha detto chiaro e tondo che, se il Comune di Roma non rivede la sua decisione per lo spostamento del terminal, Sulmona non riceverà più i rifiuti di Roma nell’impianto di smaltimento di Noce Mattei.

Un tir sulla Via delle Marane mentre trasporta rifiuti a “Noce Mattei”

Qualcosa non quadra. Il conferimento dei rifiuti indifferenziati da Roma all’Abruzzo e anche all’impianto di Noce Mattei, secondo gli accordi assunti con l’amministrazione capitolina (almeno secondo quello che riferì il “governatore” d’Abruzzo D’Alfonso), doveva durare poco: si disse qualche mese, onde già adesso non dovrebbe arrivare neanche mezzo camion di rifiuti. Invece veniamo a sapere che l’assessore comunale si serve della prospettiva di mandare indietro i rifiuti per fare pressione su Roma e ottenere che il terminal rimanga dov’è. Poi c’è un’altra cosa che conferma il nostro fondatissimo sospetto che il conferimento durerà fino alle prossime celebrazioni del trimillenario della morte di Ovidio. Se anche un assessore (dunque neppure la giunta comunale o quella regionale e tanto meno il COGESA) afferma che questo conferimento può essere interrotto per un fatto del tutto estraneo alla convenzione e addirittura per un capriccio (perché di capriccio si tratta, visto che si pretende di ingerirsi nelle decisioni di un Comune sul proprio territorio), se ne possono trarre due conclusioni: che non c’è chiarezza sul termine effettivo del conferimento e che a semplice scelta del Comune (o del COGESA) si può interrompere questo conferimento. E allora, se ricorre l’ultimo caso, perché i crani illuminati del COGESA non provvedono subito a rimandare i rifiuti nella Capitale, cessando la svendita del territorio per fini assolutamente contrari allo sviluppo turistico e alla tutela dell’ecosistema?

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