IL CONSIGLIO COMUNALE NELLA SALA D’ATTESA

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Un autobus TUA

SCONCERTANTE PERFORMANCE PER IL VIZIO DELLA SUPERBIA AQUILANA NELLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL TRASFERIMENTO DEL TERMINAL DEGLI AUTOBUS

13 NOVEMBRE 2018-11-13 – Andarono per suonare e, se non proprio furono suonati, dovettero accontentarsi di una sonatina in sordina, tra quattro muri anonimi e senza l’effetto mediatico che volevano provocare.

Si tratta dei consiglieri comunali dell’Aquila e di tutto il loro inutile seguito di contestatori della scelta della giunta capitolina di spostare il terminal degli autobus da Tiburtina ad Anagnina. I Robespierre del trasporto su gomma avevano deciso di tenere un consiglio comunale dell’Aquila a Roma: così, come se ne potrebbe tenere uno a Palermo, o a Courmayeur, senza confini territoriali, soprattutto in epoca di unità europea e di globalizzazione. A loro non importava che correttezza istituzionale e rispetto delle regole imponessero di non invadere una città con qualche problema in più rispetto al terminal degli autobus e, comunque, una città che non ha nessun dovere di ospitare il consiglio comunale di un’altra città.

A noi era sembrata non solo irrituale, ma proprio scorretta una iniziativa del genere; ma evidentemente abbiamo parametri troppo formali degli istituti della democrazia. A L’Aquila, si sa, si ragiona in altro modo. Se un cardinale ha fatto del bene alla città, si prende la sua maschera mortuaria e la si appiccica al cranio di Celestino V e lo si porta per il mondo facendo credere che quello è il viso di uno dei più grandi papi della Storia; e infatti la bella faccia del cardinale Confalonieri ha coperto il teschio di Celestino V fino a due o tre anni fa e anche Benedetto XVI, venuto a Sulmona per concentrarsi e prendere l’esempio di Celestino prima di abbandonare il soglio pontificio, chi ti vede sul cranio del suo predecessore della grande rinuncia? Il cardinale Confalonieri, benefattore dell’Aquila. Ora, una città che fa anche di questo, volete che si ponga problemi a indire un consiglio comunale a Roma senza nulla chiedere a Virginia Raggi, eletta da varie centinaia di migliaia di cittadini in più rispetto al sindaco Biondi? Ma la superbia (vizio capitale attribuito da Ennio Flaiano ai cittadini aquilani) andò a cavallo e tornò a piedi e raccontano le cronache di oggi che, in mancanza di autorizzazione, i consiglieri si sono visti in una sala della Stazione Tiburtina e hanno arronzato un consiglio comunale, approvando alla velocità di un Frecciarossa un ordine del giorno pieno di orgoglio di utenti degli autobus deviati ad Anagnina. Se la cantano e se la suonano e qualche volta vengono anche suonati, ma come si dice, non fanno un plissè.

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