IL BANDITO, I GENDARMI E LA MANCATA RISPOSTA

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TRATTI DELLA CRONACA NERA NELLA CONFERENZA DI OGGI ALL’ISTITUTO “OVIDIO”

14 NOVEMBRE 2018 – Era seduto in un prato dell’Aremogna, in ginocchio per tenere le manette, che appena si vedevano,  e non perdere equilibrio; di fronte a lui un carabiniere seduto un po’ più su, che sembrava gli facesse compagnia, ma in realtà lo teneva sotto controllo in attesa dei rinforzi, dopo averlo acciuffato nella fuga disperata tra le montagne (foto del titolo).

Poi venne il capitano e chiese al bandito perché mai gli venisse in mente di fare quelle rapine, visto che era malato di cancro e aveva poco tempo avanti a sé. L’immagine stampata nei ricordi del cronista risale al 1975 ed era molto vicina nel tempo alla narrazione di Fabrizio de Andrè del sorriso del pescatore che non rispondeva ai gendarmi venuti in sella con le armi. Era un “bandito” pugliese che tentò anche una fuga scappando in treno; poi non se ne seppe più niente, perché la diagnosi che conosceva il capitano era evidentemente esatta.

La folla subito dopo l’irruzione delle Forze dell’Ordine in una rapina alla Banca Nazionale del Lavoro nel febbraio 1977

Di questo e di altri piccoli e grandi crimini nel centro-Abruzzo (nella foto accanto la folla dopo la prima rapina con sparatoria a Sulmona) si parlerà oggi dalle ore 16 nella sala conferenze dell’Istituto di istruzione superiore “Ovidio” in Via Silvestro Di Giacomo (vicino a San Francesco di Paola) per iniziativa della “Università della Libera Età”.

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