E CI VORREBBERO LE PAROLE DELLA LIRICA PER RACCONTARE LE VITE TRAVOLTE DAI DELITTI

698

LA PRECISIONE DI LORENZO DA PONTE NELLA LINGUA ITALIANA CHE E’ SULLE BOCCHE DEL MONDO

14 NOVEMBRE 2018 – La lirica descrive le situazioni estreme: i vinti sono vinti per sempre, quasi sempre dominano i sentimenti più disgreganti; quasi sempre c’è un delitto e c’è una espiazione. Per raccontare i fatti di sangue sarebbero necessarie le parole della lirica. Lorenzo Da Ponte (nella immagine del titolo), che ha scritto le opere migliori di Wolfgang Amadeus Mozart, fu un italianista di primissimo piano: dopo la morte del genio di Salisburgo andò ad insegnare le lettere italiche in America e il mondo che canta Mozart canta il suo perfetto italiano.

Oggi a raccontare i drammi e le tragedie del piccolo e grande mondo di fine millennio ci proverà la “Università della Libera Età”, tratteggiando soprattutto gli atteggiamenti dei non protagonisti, cioè la risposta di ciascuna componente sociale al fatto di sangue disastroso o anche al fatterello di criminali di mezza tacca: per scoprire che talvolta la reazione è peggiore del fatto delittuoso e tuttavia rimane nascosta davanti al crimine eclatante. Tutti comportamenti sociali che forniscono una lettura diversa della cronaca nera e che rimangono stampati più dei racconti che finivano in tipografia per poi passare sulle pagine dei giornali.

Please follow and like us: