ADESSO BISOGNA SPENDERLI BENE

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La sen. Gabriella Di Girolamo

LA SEN. DI GIROLAMO: “PROROGATI I FONDI PER IL BIMILLENARIO DI OVIDIO. SI ERANO SCORDATI DI NOMINARE IL COMITATO PROMOTORE”

3 DICEMBRE 2018 – E’ l’emendamento proposto dal Governo ad aver consentito la proroga di dodici mesi, prevista per la decadenza del Comitato promotore per le celebrazioni del Bimillenario della morte di Ovidio; quindi, in sostanza, proprio questo emendamento potrebbe consentire (se la modifica sarà approvata definitivamente dalla Commissione bilancio della Camera dei Deputati) di erogare il finanziamento di 700.000 euro deciso con la legge di due anni fa. La grande notizia – fa rilevare la sen. Gabriella Di Girolamo, del Movimento 5 Stelle – è che il Comitato potrà finalmente iniziare a lavorare per celebrare i 2000 anni della morte del sommo poeta latino, dopo essersi arenato nella sua primordiale fase di costituzione, prevista entro 60 giorni dall’approvazione di una legge del dicembre del 2017. Una legge fatta e dimenticata nel cassetto ma che l’impegno assunto dalla nuova classe politica al comando ha saputo salvare.

“Il Comitato promotore per le celebrazioni del Bimillenario della morte di Ovidio – prosegue la senatrice sulmonese- è ufficialmente costituito. La Presidenza del Consiglio dei ministri ha firmato, negli scorsi giorni, il decreto di nomina dei membri del Comitato che vanno ad aggiungersi alle nomine a cui il MIBAC aveva tempestivamente provveduto dopo gli incontri avvenuti alla fine di quest’ estate con il sottosegretario Gianluca Vacca.

“Tutto questo –fa rilevare la parlamentare – significa che abbiamo salvato dei fondi che erano ormai scaduti.

Non c’è stato alcun passo indietro, diversamente da come alcuni parlamentari delle opposizioni stanno commentando. Abbiamo assunto l’onere di fare tutto ciò che i rappresentati del territorio avevano omesso di fare al seguito dell’approvazione della legge di istituzione dell’anno ovidiano, ovvero la nomina del Comitato promotore, un passo fondamentale per l’avvio delle celebrazioni e che, per inerzia della vecchia politica, di fatto, non sono mai avvenute prima del nostro interessamento. La proroga è dunque per noi un atto dovuto, pena la perdita dei fondi precedentemente stanziati e che si lega imprescindibilmente alla nascita del Comitato promotore, formalizzata proprio negli ultimi giorni.

La stessa deputata Pezzopane dovrebbe ringraziarci per il lavoro che celermente abbiamo posto in essere in questi pochi mesi, lo stesso lavoro che lei stessa ha dimenticato di portare avanti nonostante fosse il suo partito, il PD, ad avere potere decisionale nella scorsa legislatura.

Ringrazio l’impegno del sottosegretario Gianluca Vacca e la sua immediata risposta che, come parte di governo, ha saputo concretamente orientare il MIBAC verso l’avvio della procedura per la costituzione del Comitato promotore, cui sono seguite poi la nomine di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una sinergia di intenti che in sostanza, oggi, mi permette di dare a voi questa importante notizia.

Avanti con il cambiamento.”

Il primo sbigottimento viene dalla notizia che chi aveva promosso quella legge non aveva neppure curato la costituzione del Comitato, che è requisito essenziale per l’erogazione dei fondi, perché i nomi dell’organismo sono una specie di garanzia per le spese pubbliche. Per esempio, un Comitato composto di persone con un grande passato di studiosi di Ovidio o anche solo di lettere classiche, un comitato composto da personalità a livello ormai planetario (come debbono essere scelte le personalità che si occupano di Ovidio) non potrà mai ratificare la scempiaggine di costituire uno “Spazio Ovidio” nel convento restaurato di Santa Caterina, perché questo non aggiunge niente alle celebrazioni per Ovidio e semmai risolve (forse per qualche anno) le spese di una struttura che serve a Sulmona, ma non al nome di Ovidio.

Tra l’altro, se si vuol essere precisi, anche l’assessore alla cultura del Comune, Bencivenga, ha espresso il suo dissenso per l’allestimento dello “Spazio Ovidio” che a suo avviso ricalcherebbe schemi ormai non più adatti ad attirare turisti e cultori di Ovidio. Eppure ancora adesso, nelle ore di legittima soddisfazione per l’iniziativa dei “Grillini” coronata da successo, si torna a parlare di questo “Spazio”, nonostante un altro, rilevante e prestigioso luogo ovidiano, il “Centro Studi” in Piazza Salvatore Tommasi, cioè proprio in un’ala del Liceo intitolato al Sulmonese, giaccia da dieci anni senza alcun intervento di ripristino dopo il terremoto.

Publio Ovidio Nasone

Per parlare di Ovidio e per celebrare Ovidio adesso bisogna muoversi in linea con la mostra che è in corso alle Scuderie del Quirinale e, se possibile, superarla in contenuti. La “casa di Ovidio” o lo “Spazio Ovidio” sono espressioni di una progettualità stentata e bottegaia, contro la quale sembra muoversi bene il cambiamento dei 5Stelle: Ovidio vive in tutto il mondo e non ha bisogno (non più, ormai) di avere un indirizzo, ma desidererebbe, e lo ha sempre scritto, che “benevoli lettori”, come definiva i suoi lettori, lo incontrassero nelle opere che dei suoi grandi temi continuino a trattare.

Alla stessa guisa dei piccoli libri che mandava da Tomi a Roma, raccomandando loro di avvicinarsi a quelli già scritti nell’Urbe dalla sua stessa penna, vorrebbe che venissero bene accolti  in ogni parte ove fosse conosciuto il Latino (quindi in ogni angolo del mondo) i miti che scaturirono dalla sua forza creativa mai più replicata. Si tratta solo di assecondarlo, come splendidamente hanno fatto, per esempio, i curatori della Mostra delle Scuderie assemblando tutte le principali opere ispirate alle Metamorfosi nel corso di duemila anni.

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