E ANCHE DAL TEATRO SBERLEFFI PER DI MAIO

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TANTO PER DIRE CHE DAL PALCOSCENICO NON SI FA CAMPAGNA ELETTORALE

3 FEBBRAIO 2019 – E niente: se non si fa lo sberleffo a Luigi Di Maio pare che in Italia non si possono tenere neppure gli spettacoli di sassofono accompagnato da basso acustico etc, etc. Così al Teatro “Maria Caniglia” non ce l’hanno fatta a trattenere un riferimento non lusinghiero per il vice-presidente del Consiglio che pare sia l’obiettivo di una certa sinistra molto “impegnata” (a prendersi gli schiaffi in faccia dagli elettori) nel concerto (peraltro godibile) di Nichi Nicolaj e Maurizio Di Stefano.

Questo tanto per dire che le affannose discussioni sul regolamento del teatro comunale da concedere, ma non per i comizi elettorali e men che meno per i vice-presidenti del Consiglio, sono (bene che va) accademiche e basta. Pure in un concerto della Camerata Musicale Sulmonese si può fare politica a sette giorni dal voto per le regionali.

Intanto, “Giggino” stamane stava a informarsi quanto tempo ci mette un treno da Pescara a Roma e il bigliettaio gli ha risposto che in certi orari ci mette anche sei ore; la Sinistra fa bene a conservare la puzza sotto al naso. Contribuisce alla campagna elettorale per i 5Stelle anche dal teatro vietato ai 5Stelle.

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