IL CARROCCIO SI TROVA IL NEMICO TRA LE RUOTE

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ANALISI DEL VOTO CON QUALCHE OMISSIONE

18 FEBBRAIO 2019 – Per il coordinatore territoriale della Lega “Salvini premier” “appare chiaro che è fallito l’esperimento del “civi-opportunismo” ed il patetico tentativo della Sindaca di camuffare la disfatta, con un endorsement di centrodestra, sono chiari segnali di fine della legislatura che, inoltre, ingenerano ulteriori squilibri: come può infatti un consigliere socialista reggere in piedi un’amministrazione che si dichiara di centrodestra?”. Il dott. Fabio Federico aggiunge: “Insomma il minestrone di forze politiche unite solo con la gomma da masticare, che ha caratterizzato questa amministrazione, si è puntualmente disciolto, orfano anche del suo mentore che, passato da sinistra a destra in men che non si dica, si tiene pronto a ripassare da destra a sinistra se il meteo politico accenna a modificarsi. Con buona pace dei tanti elettori-concorsisti del COGESA che, rassegnatamente, attendono le prossime elezioni e il prossimo concorso, la festa è finita. Invece la giostra (assai poco) cavalleresca ha la propria consigliera che si occuperà di far ottenere i necessari sussidi con il proprio indiscusso peso all’interno del Consiglio e (chissà) della Giunta. Il quadro cittadino certo non è allegro e forse sarebbe un atto di dignità se la Sindaca, prima di essere dimessa dagli altri, si dimettesse da sola. Adesso è la maggioranza degli elettori a chiederglielo”; e a tal proposito Federico illustra le dimensioni del voto leghista, con 2771 vota a Sulmona che portano la Lega ad essere “di gran lunga il primo partito” e nella Valle Peligna 7.136 voti.

Il partito di gran lunga al primo posto è quello degli astenuti, che sono stati quasi la metà degli elettori. E questo è il dato più importante. Per il resto è vero che si è disciolto come neve al sole l’agglomerato strano del “civismo” che, guidato nel centro-Abruzzo da Andrea Gerosolimo, è transitato con disinvoltura dalla giunta di D’Alfonso alla maggioranza di Marsilio. Ma la Lega finora non ha speso una parola di commento per la sorprendente uscita proprio di Marsilio che ha cambiato rotta sostenendo che i tempi per Marianna Scoccia in giunta regionale sono (solo) prematuri. Il Carroccio dei puri e duri sta bene a macinare 7.136 voti se Marsilio prima fa finta di non sopportare neanche il simbolo dell’UDC nel manifesto e poi prepara il terreno per nominare Scoccia assessore (magari non adesso, ma l’anno prossimo).

A quel punto che farà il Carroccio, che già dal nome proprio un carro armato non è e che il BATTAGLIA ci dice essere stato un carro con quattro ruote fasciate di ferro, una torre nel mezzo su cui erano un’antenna a croce, uno o due stendardi, una campana e un altare (insomma peggio dell’attrezzatura di Brancaleone)? Si dimetteranno i consiglieri o gli assessori regionali della Lega? Aumenterà l’indice di rutti per dissentire? Per protesta la Lega smetterà di pagare le rate del rimborso dei 49 milioni di euro che ha sottratto agli Italiani? Metterà a ferro e fuoco pure Sulmona, come fecero i piemontesi a Ponte Landolfo per conquistare il Sud Italia? Oppure ritireranno i figli dalle scuole per mandarli a prendere la laurea in Albania?

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