COME PER POMPEI, SONO LE ULTIME ORE DI SULMONA

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SE D’ALFONSO DIVENTA SOTTOSEGRETARIO SARA’ L’INIZIO DEL DISASTRO

13 SETTEMBRE 2019 – Prima di intonare il “De profundiis” aspettiamo almeno mezzogiorno.

Ma se Luciano D’Alfonso sarà inserito tra i sottosegretari del governo giallo-rosso non avremo neanche il tempo di intonarlo, il “De profundiis” per Sulmona e per la Valle Peligna. Se qualcuno lo metterà alle Infrastrutture è scontato che si batterà per realizzare la bretella autostradale da Bussi a Collarmele, saltando la Valle Peligna; è scontato che nessuno impedirà la costruzione dell’altra fregnaccia dalfonsiana della bretella ferroviaria per saltare la stazione di Sulmona e realizzare il segmento che dovrà portare, da qui a dieci anni, al collegamento “veloce” tra Pescara e Roma attraverso L’Aquila e Poggio Mirteto, tragitto per il quale il capoluogo sulla faglia più pericolosa del centro Italia si batteva già dall’800.

Oggi “Il Fatto” riferisce che si oppongono, alla designazione di D’Alfonso quale sottosegretario, i grillini. Se non riusciranno in questo veto non li voteremo più (e questo ovviamente può interessare poco i grillini, visto che davvero “uno vale uno” anche per gli elettori); ma se non riusciranno è la stessa Sulmona che morirà, soffocata dalla manovra criminale sotto il profilo sociale ed economico, di svuotarla di ogni traffico (compreso quello che D’Alfonso ha voluto deviare sulla “nuova” fondovalle Sangro) e di riempirla di ogni rifiuto, compresi quelli velenosi del porto di Pescara. In D’Alfonso si sommano le forze della politica dei tradimenti, nelle quali confluiscono personaggi come Bruno Di Masci.

Non è che Legnini sia migliore, ma almeno si è limitato a smontare il Tribunale, senza infierire.

Se il Pd porterà lui al governo possiamo rinunciare ad ogni battaglia e lo stesso Pd, insieme a D’Alfonso, sarà il peggior nemico di Sulmona e del centro-Abruzzo. Per Sulmona, come per Pompei, queste sarebbero le ultime ore. E nelle strettoie della Storia non ci resta che votarci a Publio Ovidio Nasone, del quale proponiamo una splendida immagine con il sole che lo illumina alle 8 di mattina di un settembre cruciale.

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