MARSILIO LA METTE A RISSA E ISOLA L’ABRUZZO

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SCONCERTANTE USCITA CONTRO IL GOVERNO – MA QUANDO SI METTERA’ A LAVORARE?

13 SETTEMBRE 2019 – “L’elenco dei viceministri e sottosegretari del Governo Conte certifica la debolezza, se non l’inconsistenza, della delegazione abruzzese M5S-Pd” sostiene il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. “La cosa non mi stupisce – aggiunge – tuttavia mi preoccupa dover constatare che al Governo della Nazione non ci sia un solo abruzzese ritenuto meritevole di occuparsi di una qualunque competenza del territorio. L’unico sottosegretario, a cui faccio i migliore auguri di buon lavoro, è infatti incaricato di gestire i Rapporti con il Parlamento, un ruolo di ‘palazzo’ con nessun impatto diretto sul territorio. Nel frattempo, non è chiaro chi si occuperà della delega alla ricostruzione: l’attuale sottosegretario Crimi, promosso a Viceministro degli Interni, non sappiamo se conserverà tale delega o se il presidente Conte ha altre idee in merito. Attendiamo quindi velocemente una risposta, perché l’urgenza delle tante cose da fare impone di non perdere un solo giorno di tempo”

Non s’era mai visto prima che un presidente di Regione andasse alla guerra contro il governo del Paese appena composto, attirandosi la prevedibile reazione di chi sta a capo dei Ministeri e dello stesso presidente del Consiglio: bene che vada, il disinteresse per le tematiche dell’Abruzzo. Perfino il più improvvido politico, quando si trova a governare una realtà importante come una intera regione, cerca di coinvolgere, di trovare punti di contatto, ferme conservando le differenze tra partiti che governano a Roma e partiti che governano la regione.

Se ne traggono due conseguenze, anzi due conferme: che a Marsilio dell’Abruzzo non interessa un fico secco (ed infatti è di Roma ed è venuto da Roma in Abruzzo all’epoca dei rifiuti della Capitale, con quella calata romana che doveva far capire tutto); in secondo luogo, che egli risponde a logiche dettate da Fratelli d’Italia che vuole, nel gioco di squadra della cosiddetta Destra, creare terra bruciata al Governo. E in questa logica l’Abruzzo può rimanere stritolato.

Quanto poi, a tematiche che un presidente di Regione dovrebbe suggerire, Marsilio si ferma alla ricostruzione, come un disco rotto. E’ segno che non si sforza neppure di conoscere i veri problemi dell’Abruzzo, che sono innanzitutto quelli delle infrastrutture, appartengano o meno alle aree terremotate. O per Marsilio un viadotto autostradale va aggiustato solo se sta nel “cratere” (nella foto del titolo un tratto di A25 in Valle Peligna)? E ci doveva venire un presidente di Regione catapultato da Roma per sostenere una amenità del genere? Oppure Marsilio sposa solo le ragioni di Comuni amministrati dalla sua… area di influenza e per questo non concepisce neppure che, pur senza sottosegretari, l’Abruzzo può ottenere molto se un presidente della Regione Abruzzo presenta dossier bene articolati e programmi chiari? Ma forse per Marsilio lavorare in questa parentesi abruzzese e fare più e meglio di un sottosegretario non era proprio l’aspirazione massima.

 

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