PERIFERIA PER RAGAZZI DI BORGATA

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PREZIOSE IMMAGINI DI AMBIENTI SEPOLTI DAL TEMPO E DALLE RUSPE

21 APRILE 2020 – Sembra una periferia in bianco e nero di quelle che a Roma erano il teatro delle opere di Pasolini. Questa corriera (foto del titolo) se ne stava abbandonata a pochi metri dal Villaggio Italia e dalle palazzine che tumultuosamente setacciavano la zona ad est della città per affiancarsi ai terreni subito dopo trasformati nei quartieri della zona PEEP (in questa foto).

I palazzi della zona PEEP con la costruzione in corso degli alloggi delle cooperative

Quartiere dormitorio, si disse; e molto vicino al “Villaggio D’Annunzio” che si trovava lungo la Via Cappuccini ed è ripreso in quest’altra foto e in quella in fondo, con la rigida giornata invernale innevata, sempre degli anni Settanta

Casette del Villaggio D’Annunzio in Via Cappuccini prima della demolizione

E in realtà i primi ad abitare nelle cooperative per l’edilizia convenzionata avevano bisogno di tutto, quando si svegliavano la mattina: dei bar per fare colazione, delle farmacie, delle scuole, degli uffici, persino quelli dell’INPS, che stavano all’ex convento di San Cosimo. La sera, poi, non cambiava niente, perchè sempre al cinema o allo “struscio” bisognava andare; e, dunque, in centro. E per questo, anche senza la corriera abbandonata, si avviavano verso il centro, assediandolo con file di auto e colonne di smog, proprio come le grandi città. Magari non con gli stessi tempi di percorrenza, ma con le stesse nevrosi da parcheggio.

Ora tutto è diverso, perchè quello che stava in centro, a incominciare dalle scuole, ma passando per i negozi, per i cinema, etc, si trova al di là di Ponte Capograssi oppure nei centri commerciali. Niente di male per il centro, perchè così si respira. Ma è un’altra città, meno vivace, meno a portata di mano, del tutto spersonalizzata, che forse per questo rimpiange gli spazi di allora e di allora avverte la mancanza di prospettive di sviluppo un po’ più ragionato.

Il contrasto tra le casette del Villaggio D’Annunzio, degli anni Trenta (ora demolite) e le palazzine in costruzione a Via Cappuccini
Le nuove case dell’IACP
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