NOSTALGIA PER LE VICINANZE
22 MARZO 2020 – Era così vivace il passeggio lungo il Corso che non mancavano le differenze, quelle che si potrebbero chiamate le voci soliste. Per esempio questa signora di Scanno, che veste l’abito scuro di tutti i giorni ed è ripresa dal balcone della redazione de “Il Tempo”, nel punto cruciale tra l’Annunziata e la Trinità, negli anni Settanta, mentre parlotta con un’amica ed entrambe non si filano troppo il signore che procede sulla sinistra, passando a distanza non consentita all’epoca del coronavirus. L’abito è quello semplice dei giorni comuni oppure delle feste povere come quella di Sant’Antonio Abate a Scanno, fotografata nello stesso periodo.


Autovetture dalla linea quasi parallelepipeda, per niente aerodinamica e certamente brutta, come questa Peugeot o quella FIAT 131 che sta per girare su via Ercole Ciofano e peggio ancora la 850 FIAT (parcheggiata poco prima della cartoleria “Cellammare”) una delle penitenze più brutte che Torino potesse infliggere all’Italia, seconda solo alla colonizzazione del Sud. Sulla destra si nota ancora l’insegna con sottili circuiti al neon del BAR che era stato di Ciccozzi e che fu di Cavicchia e di Marinucci. Complessivamente, però, un discreto quadro dello “struscio” con gente ancora non appesantita dalla obesità simil-statunitense che si nota oggi: segno di una alimentazione sana e di interessi un po’ più elevati rispetto all’ingozzamento dell’oggi.
Davanti alla Trinità, ma anche davanti all’Annunziata, non si vede una mascherina.







