SANT’ANTONIO CHE BENEDICE UOMINI E ANIMALI

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Il 17 gennaio una festa atipica

Fino a qualche anno dopo la guerra, stalle e case di uomini stavano le une sotto le altre: nulla di strano, quindi, se alla ricorrenza di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio a Scanno, la pasta lavorata a mano e cotta nei grossi caldai portati a spalla fino alla chiesa finisse in parte negli stomaci dei cristiani e, per quello che avanzava, in quelli del popolo animale di collaboratori.

La benedizione avviene sulla pubblica via, tra vapori intensi, in modo sbrigativo, ma senza trascurare nulla: un’altra festa del ringraziamento, sentita più intimamente di quella sulle campagne di novembre. E un’occasione anche per vedersi e parlare uscendo dalla messa.

Anche Sulmona ha valorizzato, ma più di recente, la sua festa di Sant’Antonio e l’appuntamento si è tenuto negli anni scorsi in Piazza Garibaldi, sotto i gesti benedicenti di Don Aladino De Iuliis, davanti a San Filippo Neri. Hanno partecipato anche vari cavallerizzi e cavallari, provenienti dai diversi maneggi, qualcuno anche preparandosi al grande evento di Piazza San Pietro  a Roma.

Nella foto del titolo un momento della funzione con la benedizione del parroco sul caldaio contenente la pasta in cottura e (sotto) la piccola folla con lo “spianaturo” della pasta