L’ASSESSORE AL RAMO

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ZAVARELLA PULISCE LA CITTA’ DALLE PIANTE SPEZZATE MA LASCIA CHE IL COMUNE ACCUMULI PENALI PER LA MANCATA PULIZIA DI PALAZZO MAZARA – SIAMO GIA’ AL PRECETTO NOTIFICATO PER 19.000 EURO CHE AUMENTANO DI 1.500 AL MESE MENTRE LUI SI FA FOTOGRAFARE INSIEME AI VOLONTARI

19 OTTOBRE 2020 – Forse è stato scoperto il motivo di tanti ritardi o fallimenti nelle opere pubbliche a Sulmona: l’assessore al ramo, Zavarella (nella foto da “Il Germe”), è impegnato a ripulire gli angoli cittadini dai… rami e dalle erbacce e, così, nessuno pensa alle pratiche per il Liceo classico, per Palazzo Mazara, per il Palazzo Pretorio, per le scuole elementari Masciangioli. Non che l’applicazione di Zavarella nelle segrete stanze (nel senso che non si sa che cosa vi si faccia e come arrivino gli ordini di scuderia) di Palazzo San Francesco sia servita a molto, prima che convocasse i volontari a tot foto a ramo spostato: la sua recentissima esperienza da amministratore forse doveva rodarlo un po’, tanto è vero che, nonostante il Tribunale di Sulmona abbia condannato il Comune a ripulire Palazzo Mazara da volatili, topi e relativi escrementi, nessuno dalle segrete stanze ha mosso un dito. L’assessore si muove solo per i rami e le erbacce; i piccioni saranno competenza altrui. E siccome il Tribunale, molto oculatamente, ha provveduto a stabilire una penale, il Comune solo per questa penale deve pagare, ad oggi, 19.000 euro, che aumentano di 50 euro al giorno. La scorsa settimana è stato notificato un precetto e tra poco seguirà il pignoramento, che in questi casi dovrebbero pagare il sindaco e l’assessore di tasca propria, ma che il Comune subisce e può rimuovere solo pagando, quindi gravando il bilancio. Poi si vedrà cosa dirà la Corte dei Conti.

Così Zavarella, invece di parare colpi al Comune, pensa a spostare rami: attività per la quale non è stato chiamato al Comune (veramente neanche gli altri assessori vi sono stati chiamati negli ultimi quattro anni, tanto è vero che sono stati sostituiti nel giro di pochi mesi) e intanto il deficit aumenta. E lui si conferma come assessore… al ramo.

Perchè Zavarella non ha liberato Palazzo Mazara da questo scempio, in modo da far risparmiare al Comune 1500 euro al mese?

Il PD non prende lo spunto solo da Palazzo Mazara perché la notizia del precetto non è ancora diffusa; ma eleva la sua protesta per il disastro che stanno producendo questo assessore, la sindaca che dovrebbe coordinarlo e Andrea Gerosolimo che ce l’ha messo. E manifesta la propria condanna per il fatto che Zavarella si fa bello con grande risalto sui media: ”L’assessore Zavarella– scrivono dal Pd – che ha deleghe importanti quali lavori Pubblici, Manutenzione e Verde, Protezione Civile, Ricostruzione, Servizi Cimiteriali, Casa Italia, Sport, Rete Gas, Trasporti, non perde tempo a notiziarci di quanta erbaccia abbia strappato con le sue mani dalle mura cittadine e a documentare questa sua nobile arte disinfestante con tanto di foto e video postate sui social. La domanda sorge spontanea: ma non è forse suo dovere provvedere a far ripulire la città anziché strumentalizzare un gesto nobile e solitamente anonimo come il volontariato? E si perché l’assessore non lo fa da volontario, ma viene retribuito mensilmente con soldi pubblici!

Quale fatto più normale quindi lavorare ed organizzare la manutenzione della città ripulendola da erbacce e rifiuti organizzandosi con gli uffici visto che è per questo che la collettività lo paga tutti i mesi?  Se poi qualche ditta che si presta al “volontariato” è ditta che riceve dalla SACA, società di cui lo Zavarella è dipendente, tanti lavori con affido diretto, il quadro è ancor più imbarazzante. E poi ci chiediamo: dove vengono smaltiti i rifiuti prodotti dai volontari? Al Cogesa? E il Cogesa a chi affida lo smaltimento?

Insomma, gradiremmo che l’assessore, dopo averci risposto, adempiesse ai suoi compiti di amministratore della città di Sulmona anziché sventolare un sacro furore volontaristico che sa solo di campagna elettorale oltre che di copertura della sua inefficienza. E poi un po’ di stile non guasta: chi fa davvero volontariato non lo sbandiera ai quattro venti, non ha megafoni e fotografi a seguito. Lo fa e basta. Utilizzare invece il termine volontariato per coprire la propria inadeguatezza e per farsi contemporaneamente la campagna elettorale è un’offesa a quei tanti volontari veri che disinteressatamente ed in forma anonima mettono il proprio tempo a servizio di una causa o del prossimo senza secondi fini”.

Palazzo Pretorio sempre in attesa di un intervento
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