Non si cura l’ulcera per non perdere il lavoro e muore

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4 GENNAIO 2012- La storia è di certo in controtendenza rispetto a quello che offre in genere il panorama delle furbizie e delle pigrizie varie. Un operaio rumeno di 43 anni è morto per non essersi neppure curato da un’ulcera che lo attanagliava da tempo e che per lui era solo motivo di fastidio: l’idea di doversi fermare non poteva neanche sopportarla, per tutto quello che avrebbe significato. Quindi, quando sentiva quelle fitte allo stomaco,

si limitava a prendere farmaci analgesici, che non l’hanno curato affatto e gli hanno dato solo l’illusione di poter andare avanti, per assecondare il meccanismo vitale del lavoro, dell’incasso e della felicità di poter dare da vivere alla famiglia E’ andata a finire che quell’ulcera ha causato una emorragia dalla quale nessuno è riuscito a salvare l’operaio che se è morto l’ultimo dell’anno, poche ore dopo il ricovero. Storia molto simile a quella di altri immigrati: per qualche aspetto richiama quella di Luan Kacorri, l’imprenditore edile albanese deceduto per una caduta. Gente che vede tutta se stessa nei figli e che è capace di dare il meglio nel lavoro per tradurre la paga in una felice donazione a figli e moglie. Per se stesso l’operaio rumeno non aveva niente e tutto quello che guadagnava lo spediva alla sua famiglia.  Ora, secondo quello che riferisce Claudio Lattanzio su “Il Centro”, la sorella, l’unica a trovarsi in Italia dei suoi parenti, non ha neanche i soldi per far ripartire la salma del giovane lavoratore per la Romania.