QUANDO A VEGLIARE SUI PASTORI DEL PRESEPE C’ERA UN GIOVANE LEONE

544

ECHI DELLE PRESENZE DEL CAPO DI STATO SUGLI ALTIPIANI MAGGIORI

4 GENNAIO 2012 – Fra le madrine, a sostenere i tempi pioneristici, ci fu anche donna Vittoria, moglie dell’avvocato e senatore Giovanni Leone. Il Presepe vivente di Rivisondoli doveva la sua notorietà e la buona salute, nei suoi primi vagiti, al cittadino onorario di Roccaraso e poi Presidente della Repubblica, che, sospinto a credere nell’allestimento di un presepe per la sua felice indole partenopea, pare abbia suggerito di farne uno vero, con pastori, Madonna e San Giuseppe in carne e ossa, esposti agli spifferi gelidi della spianata alle pendici di Monte Greco, ma accalorati per sentirsi protagonisti di una Natività in replica. Giovanni Leone fu presente anche a varie edizioni del “Presepe”, tranne a quelle che erano concomitanti con i suoi impegni internazionali e a quelle degli anni che lui trascorse nel profondo dolore di essersi visto ingiustamente accusato di colpe che non aveva e dalle quali fu riabilitato qualche anno prima della morte.

Con auspici così forti e trascinata dal fervore di tanti altri napoletani che hanno fatto grande Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo, la sacra rappresentazione del 5 gennaio ha percorso molta strada, anche se, per conservare la sua semplicità, non ha cambiato quasi niente nel rito: prima di tutto nella scelta dell’ospite principale, scrutato ed atteso tra gli ultimi nati dell’anno, ovviamente ben imbacuccato nella bufera o nelle “gelate” notturne dei -15° della piana di Piè Lucente. Per molti anni la scelta della Madonna è stata una specie di concorso di bellezza, mutando quello che c’era da mutare per renderlo compatibile con castigatezza e tono decente della sacralità. Quella di domani è la 61^ edizione e 64 anni ha il San Giuseppe di quest’anno, Vito D’Amicone, che si potrà trastullare (copione permettendo) il figlio Christian di sei mesi. Bella differenza, certo; ma,  in fondo, anche il San Giuseppe raccontato dai Vangeli era anziano e quello raccontatoci da Fabrizio de Andrè ancora di più: “stanco di essere stanco”, mentre il comprimario della rappresentazione di domani ha scelto con ferma volontà di diventare padre e di mettere su famiglia con Angela Palumbo, per la quale neanche un articolo sulla Sacra Natività consente di derogare al rispetto per una signora e al segreto sull’età.

Nella foto del titolo: il Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, nel 1974 a Monte Zurrone, per la “Giornata dei Caduti senza Croce” nel Sacrario di Roccaraso. Alle sue spalle il presidente della Regione Abruzzo, Mattucci

Please follow and like us: