L’AQUILA DIFENDE LA SUA AUTOSTRADA, SULMONA STA A GUARDARE

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SCONCERTANTI SILENZI SULLA RICOSTRUZIONE DEI VIADOTTI DOPO LE DIMISSIONI DI GENTILE

12 DICEMBRE 2021 – La deputata Stefania Pezzopane chiede che il governo convinca l’ing. Maurizio Gentile a restare al suo posto di commissario straordinario per le autostrade A24 e A25, oppure che provveda subito alla sua sostituzione. Pezzopane dichiara che non si può perdere neanche un giorno per mettere in sicurezza le autostrade abruzzesi e che si stanno moltiplicando i disagi nei collegamenti autostradali tra Roma e Teramo, dei quali ella stessa può dare testimonianza perché è pendolare tra L’Aquila e Roma.

Non è vero che per ammodernare o ricostruire le autostrade abruzzesi si debba fare subito; occorre che si faccia bene e che le scelte siano ponderate e rivolte a migliorare davvero i collegamenti della regione. Quindi occorre dare la risposta che darebbe il mercato alla richiesta di infrastrutture. Per adesso, statistiche alla mano, il flusso maggiore tra Roma e l’Adriatico si svolge lungo il tratto di autostrada A24 da Roma a Torano e poi su quello da Torano a Pescara (che è la A25). Se non possono essere conservati due rami quasi paralleli, occorre chiudere quello più in perdita di esercizio (che si sviluppa attraverso due gallerie dai costi vertiginosi come quella di San Rocco e quella del Gran Sasso, a fronte dell’unica galleria, quella di Cocullo, sulla A25), anziché sostenere semplicemente che i lavori di ammodernamento costerebbero di più sul ramo più frequentato. Se proprio si debbono fare dei tagli, questi riguardano il tratto di A24, piuttosto che quello della A25.

Se, poi, si vuol sostenere che non sono le leggi di mercato a dettare le scelte sulle infrastrutture autostradali, ma il valore sociale, non si comprende perché debba essere privilegiata una autostrada, la A24, che attraversa lande desolate e desertiche, come il tratto da Torano a Tornimparte e il tratto da L’Aquila a San Gabriele e che in sostanza lambisce solo la regione, laddove la A25 attraversa, oltre alla provincia di L’Aquila con i centri nevralgici della Marsica e della Valle Peligna, tutta la Val Pescara e giunge al vero capoluogo regionale, che sotto il profilo logistico, degli indici di popolazione e di commercio, è Pescara.

In sostanza, prima di decidere anche il tracciato della A25, che un parlamentare dello stesso partito della Pezzopane, Luciano D’Alfonso, vuole sconvolgere con la variante da Bussi a Collarmele, occorre verificare le priorità in ordine al valore sociale delle infrastrutture, che può non coincidere con la incidenza di mercato. Non si può sostenere che una autostrada debba essere la più moderna, o la più breve, e poi introdurre correttivi anomali, come pare sia quello di garantire comunque il transito per il capoluogo di regione.

Che la deputata Pezzopane abbia, o non, perorato la nomina di un commissario per le autostrade abruzzesi ha la stessa importanza che ella percorra ogni giorno la A24 per andare da L’Aquila a Roma e tornare: cioè ha il valore zero. Prima di soltanto pensare a rafforzare una autostrada piuttosto che l’altra, occorre che sul tema si misuri tutto l’Abruzzo, ma anche la comunità nazionale che quei costi deve affrontare, dopo essere stata costretta a pagare un’opera faraonica e dall’utilità strategica insignificante, come il traforo del Gran Sasso. E anche la variante da Bussi a Collarmele non è affare di D’Alfonso o di Toto. Non è che si debba andare molto distanti da quello che si è detto a proposito delle circoscrizioni giudiziarie, che sono state modificate in base a stretti concetti di conservazione nei capoluoghi di provincia e nei capoluoghi di regione, con il risultato che in Abruzzo abbiamo una corte d’appello nel lembo estremo di nord-ovest e nel territorio di minore produttività del contenzioso, oppure, dal prossimo 13 settembre, due tribunali a distanza di quindici chilometri l’uno dall’altro come quelli di Pescara e Chieti ed un solo tribunale per tutta la provincia dell’Aquila che è metà Abruzzo (tra l’altro, con sede nello stesso estremo lembo a nord).

Per questo, non bisogna solo fare subito, nell’aggiustare e ridisegnare le autostrade abruzzesi. Occorre fare bene.

E se la deputata Pezzopane, eletta a L’Aquila e Teramo, non ha lasciato passare un giorno dall’annuncio delle dimissioni dell’ing. Gentile per rappresentare le esigenze dell’Aquila, la senatrice Gabriella Di Girolamo e il senatore Primo Di Nicola, eletti a Sulmona e Pescara, tengono ancora le bocche cucite sulla ipotesi di eliminazione della autostrada dalla Valle Peligna. E’ un silenzio increscioso, molto più grave di quello del sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, che nemmeno dopo che Gentile aveva risposto alla sindaca di Pratola, Antonella Di Nino, ha espresso un fiato. Stanno tutti perfettamente in linea con quello che non hanno fatto i parlamentari Paola Pelino, Maurizio Scelli e Giovanni Legnini quando è stato eliminato per legge il tribunale che è l’ultimo sostegno per i cittadini che li hanno votati.

Nella foto del titolo la stazione di Bussi che segnerebbe il punto finale della autostrada da Pescara alla Valle Peligna

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