LE LUCI SARANNO ACCESE MA SERVE PIU’ IMPEGNO CONTRO LE FONTI FOSSILI DELLA ENERGIA

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DAI COMITATI CITTADINI PER L’AMBIENTE IL RICHIAMO ALLA NECESSITA’ DI RIDURRE LA DIPENDENZA DALLE FONTI FOSSILI

11 FEBBRAIO 2022 – Alle ore 20 di ieri le luci dell’acquedotto medievale di Re Manfredi di Sicilia sono state spente. Così il Comune di Sulmona ha inteso manifestare affinchè il Governo realizzi migliori politiche di contenimento dei costi dell’energia: “Facciamo buio nei Comuni cosicché il Governo  veda meglio e metta in campo azioni di sostegno per scongiurare i rischi ai quali si va incontro se non si interverrà tempestivamente. In questo contesto, l’Amministrazione Comunale intende rimarcare l’importanza  delle comunità energetiche,  associazioni virtuose composte da Enti pubblici, aziende , attività commerciali e privati cittadini, i quali scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo” si legge in un comunicato da Palazzo San Francesco.

Intanto i “Comitati cittadini per l’ambiente (Coordinamento No Hub del gas)” fanno rilevare come i sussidi statali alle fonti fossili ammontino a 19 miliardi l’anno e andrebbero convogliati, insieme agli “extra utili delle società del fossile (gas, petrolio, carbone)” e ai finanziamenti pubblici del “Capacity market” su un apposito fondo per contrastare effettivamente i rincari che hanno raggiunto percentuali tra i 55 e i 42 punti. Non è giusto, secondo i “Comitati”, stanziare ingenti risorse per contenere l’aumento delle bollette di gas e luce con “provvedimenti tampone, essenzialmente a debito, i cui costi vengono caricati sulle spalle delle nuove generazioni“. Per far fronte all’aumento delle bollette di gas e luce va drasticamente ridotto il consumo di gas e contrastato proprio il “Capacity market” che è “un meccanismo di mercato in base al quale vengono finanziati dallo Stato nuovi e vecchi impianti destinati a produrre energia per il “bilanciamento” della rete elettrice, essendo le energie solare ed eolica per loro natura variabili“. Tra i 48 progetti presentati per nuove centrali turbogas c’è anche quello che la società Metaenergia sta realizzando nel nucleo industriale di Sulmona (con una potenza di 99,2 Mwt, pari a quella della centrale Snam). “Siamo decisamente contrari a questo nuovo impianto perchè rappresenta una ulteriore pericolosa fonte di inquinamento per la Valle Peligna ma anche perchè è un’opera inutile. Infatti, per assicurare la funzione del “bilanciamento” già esiste la soluzione del pompaggio idroelettrico per il quale il nostro Paese ha una capacità inutilizzata di quasi 6 Gw“.

Sempre i “Comitati” fanno rilevare come sia eccessiva la dipendenza dell’Italia dalle forniture di gas e, quindi, dalle situazioni di geopolitica che incontrano frequenti crisi come quella attuale per Russia e Ucraina e come si renda indilazionabile superare il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), in evidente ritardo sul Green Deal europeo sulla riduzione delle emissioni climalteranti.

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