IL CONSIGLIO DI STATO RIDA’ LE AUTOSTRADE ALL’ANAS E I VERI PERICOLI NON SONO QUELLI CONSIDERATI DAL TAR

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SI DEFINISCE LA FASE CAUTELARE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA E NON E’ UN MERO PASSAGGIO DEI TANTI – A MARSILIO CASCA LA MASCELLA DOPO IL PRECEDENTE DEL PONTE DI GENOVA – AI SINDACI QUALCUNO DOVRA’ DIRE CHE NON SERVE PIU’ PRESIDIARE I CASELLI PER NON PAGARE I PEDAGGI

I AGOSTO 2022 – Il Consiglio di Stato ha ribaltato la sorprendente decisione del TAR del Lazio ed ha escluso, quindi, la sospensione del decreto del Consiglio dei Ministri che ha revocato la concessione a “Strada dei Parchi SpA” per le due autostrade da Roma all’Adriatico, A24 e A25. Subito, quindi, l’Anas torna a gestire in tutto e per tutto (dai pedaggi al personale, alle attrezzature) le autostrade che sono ridotte nello stato visibile a tutti, non solo per la manutenzione dei ponti, quanto addirittura per il tappetino di asfalto che dovrebbe garantire la fluidità del traffico e la stessa conservazione dei mezzi che vi transitano. Il presidente del Consiglio di Stato ha fissato al 25 agosto prossimo la discussione in presenza delle parti.

Non è reperibile in queste ore il provvedimento del Consiglio di Stato, ma certamente sarà stata riformata la parte del decreto del Tar che ravvisava un pericolo (tale da concedere la sospensione di un decreto legge) nella continuità della concessionaria e dei suoi bilanci.

In queste ore, invece, è godibile il modo nel quale il TG3 ha dato l’esplosiva notizia del ribaltamento in Consiglio di Stato, tanto ameno che consigliamo di rivederlo su raiplay. Comincia da Adamo ed Eva e parla di continui colpi di scena, quasi che questa decisione del massimo organo di giustizia amministrativa si inquadri in un contesto caotico. Sembra di capire che questi giudici amministrativi non sappiano a che santo votarsi. L’imperativo sarebbe stato quello di strillare una notizia-bomba e solo negli ultimi righi rifare la storia delle sospensive.

Nei guai i sindaci che protestano contro il caro-pedaggi: adesso non hanno più niente da protestare. Solo debbono chiedere che l’Anas, confermando che queste sono autostrade connesse a fil doppio con le esigenze della protezione civile, non può rispondere a criteri di bilancio di mercato, come non lo è la A3 Salerno-Reggio Calabria. E le autostrade abruzzesi non essere concesse a privati nella prospettiva che ci guadagnino. Debbono essere riparate (e ricostruite dove serve) a totale carico dello Stato. Ma su questo fronte i sindaci infervorati nelle manifestazioni ai caselli sono diventati poliglotti e tacciono in sette lingue.

Scontata, invece la reazione del presidente della Regione, Marsilio che rimetterà il disco che neanche per il ponte di Genova è stata adottata una simile decisione; penseremo a lui quando attraverseremo i viadotti dell’A24 e dell’A25, se per giustificare una revoca di concessione occorre che accada quello che è accaduto a Genova.

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