DIROTTATI I CONVEGNISTI INTERNAZIONALI

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ALTRO COLPO ALL’IMMAGINE DELLA CITTA’ DELLA CULTURA

10 LUGLIO 2023 – Le cronache e le macchine fotografiche hanno registrato il fatto inedito di un vice-sindaco che, a tre metri dalla stanza del sindaco, si intrattiene con due consiglieri dell’”opposizione a seconda di quello che mi conviene” mentre attendono altri consiglieri per dimettersi e mandare a casa il sindaco, il vice-sindaco e tutta la giunta. A sua giustificazione il sindaco può dire che non si trovava nel suo studio (come per la maggior parte delle occasioni nelle quali dovrebbe trovarvisi); ma è da escludere che, pur standoci, avrebbe mosso un rimprovero, o un distinguo, o una domanda al suo vice-sindaco. Questa è l’immagine che questa giunta dà di sé.

Dice: ma, seppure i minimi canoni della politica vengono travolti; seppure la minima cura dei beni pubblici, delle richieste di finanziamenti per le opere pubbliche, appartiene ad un passato lontano; seppure alla città sia stata preferita Pescina per la designazione della capitale della cultura nonostante potesse contare sulla relazione dell’astro del settore, Raffaele Giannantonio; sebbene accada tutto questo, c’è qualcuno che, magari non nel suo studio dove si sentirebbe assediato dal proprio vice-sindaco che si intrattiene con i consiglieri di minoranza per cacciare lui e se stesso, la cultura la considera ancora il piatto forte di questa amministrazione.

Poi passi a Via Roma e leggi il foglio A4 che annuncia che il “Convegno Papponetti” si fa non al “Pacifico”, ma alla sala consiliare. Stiamo parlando del “Primo convegno internazionale del nuovo Centro Studi Ovidiani” che si snodava in due giornate; mica pizza e fichi….

In pratica, l’hanno trasferito all’ultimo momento; nel foglio A4 scritto con il pennarello non si dice perché, ma dal numero di partecipanti nell’aula consiliare del Comune si possono intuire i motivi della dolorosa scelta. Oddìo, visto il numero dei dirottati (pare in tutto una ventina, quindi giusto i relatori e gli accompagnatori) pure l’aula consiliare era sovradimensionata. Magari sarebbe stato meglio per il sindaco fare tutto nel suo studio, che venti persone le contiene e se proprio non si arrivava a riempire neanche quello, poteva sempre contare sui consiglieri Masci, Zavarella e sul suo vice-sindaco, il bel trio che, aspettando gli altri sei, forse sabato mattina stava ancora lungo il corridoio a tre metri dallo studio del sindaco. Così univano l’inutile all’angosciante.

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