DISSEPPELLIRE E’ UCCIDERE UNA SECONDA VOLTA

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L’OLTRAGGIO ALLE POPOLAZIONI ITALICHE A CASE PENTE DENUNCIATO DAI COMITATI PER L’AMBIENTE – SI SPEZZA IL LUNGO FILO ROSSO DELLE SCOPERTE DA DE NINO FINO AI GIORNI NOSTRIE TUTTO QUEL CEMENTO E’ PURE INUTILE

17 APRILE 2024 – Già quando si parlava della costruzione di un cementificio, per iniziativa dell’imprenditore Toto, la Soprintendenza alle Antichità pose in evidenza che nella zona di Case Pente (poco oltre il cimitero di Sulmona) insiste “un complesso archeologico tra i più importanti e inediti dell’area peligna, che cela i resti di un insediamento vasto e articolato, con tracce della viabilità, dell’abitato, delle necropoli. La tutela di tale contesto storico impone la non alterabilità dello stato di fatto”.

Lo ricordano i “Comitati cittadini per l’ambiente”, che sottolineano come la costruzione della centrale di spinta, con i lavori intrapresi da alcuni mesi, rischia di travolgere tutto sotto una colata di cemento e di impedire anche in futuro scavi articolati e produttivi di nuovi rinvenimenti oltre quelli che già hanno consentito ai tecnici di formulare la valutazione di interesse.

Sono testimonianze lasciate dai popoli italici. I riferimenti che adesso i “Comitati” propongono sono gli stessi che furono valorizzati dallo studioso Antonio De Nino nel 1887, dalla pietra “dei callitani” (in base alla quale si affermò l’esistenza di un rilevante percorso tratturale del I secolo a.C.) al sarcofago di Numisina. “Non è ammissibile – sostengono i “Comitati” – che un’area che rappresenta la storia e l’identità dell’antico popolo dei Peligni, quindi la nostra storia, venga cancellata per sempre dall’”ecomostro” della Snam che, per di più, è anche inutile”. Per questo chiedono ai parlamentari, ai consiglieri regionali, al sindaco di Sulmona e ai sindaci della Valle Peligna “di far sentire la loro voce per impedire questo oltraggio irreparabile al nostro territorio”.

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