MANCA UNA MAGGIORANZA PER SOSTENERE IL SINDACO – MASCI POTREBBE FARE DA CAMERIERE
24 DICEMBRE 2024 – Il giro di giostra che Andrea Gerosolimo ha consentito a Gianfranco Di Piero sembra concludersi prima dei giri di ruota panoramica che con ardore fanciullesco il sindaco ha incluso nel programma di Natale della città. Tale Petrella, sconosciuto ai più prima di subentrare al posto di chi doveva subentrare a Gerosolimo, sconfitto dai Sulmonesi, ma non dai marchingegni che allontanano sempre di più gli elettori dagli eletti, sembra tornato all’ovile e al “Fare (precipitare) Sulmona”. Ora Di Piero non ha più una maggioranza. Ha tradito se stesso quando ha rincorso il voto che faceva la differenza, imbarcando pure quelli che prima disprezzava, e facendo scouting quando aveva quasi giurato che non l’avrebbe fatto (Di Piero non giura mai, borioso nell’usare quei marchingegni come Franco La Civita gli ha insegnato e lui non ha appreso).
Ora sa che può reggersi solo con il voto di Vittorio Masci, altro disorientato politico che non si è accorto come intorno a lui si facevano giochi sconosciuti, al punto da pensare che davvero Salvatore Zavarella fosse diventato uno di Fratelli d’Italia; l’ha accompagnato nei miserevoli anni che separano i meloniani di Sulmona dalla tronfia campagna elettorale del 2021 (quando spacciarono il sondaggio farlocco secondo il quale avrebbero vinto al primo turno) alla realtà di beffati, difficile da raccontare allo stesso Marsilio, che pare non li consideri più e addirittura li eviti per non contagiarsi con quell’aria di sconfitti che li avvolge.
Masci, da commensale delle cene d’estate con Zavarella, Di Piero, l’altro carneade Febbo, può adesso ambire solo a fare il cameriere per servire il panettone a Di Piero ed evitare che si dica che il sindaco non arrivi al panettone. E’ questione di ore. Ma sarà questione di anni per risollevare le sorti di una sedicente Destra tenuta in pugno come una qualsiasi corrente democristiana; costretta a tacere sullo schifo delle mense e degli appalti beffardi; indotta a dividere il silenzio sul sequestro di un palazzo in pieno parco perché della società sequestrata è revisore dei conti il commensale delle cene clandestine; sobillata a sostenere che occorre collaborare con la maggioranza per garantire una caserma dei vigili del fuoco, accodandosi acriticamente alle scelte non della maggioranza, ma solo di pochi o di uno solo della maggioranza. E questa sarebbe la Destra che ambisce a sbarrare il ritorno di Gerosolimo alla guida della città.
Queste sono le ore delle dietrologie e delle fregnacce a gogò, compresa quella che vede nella crisi attuale un modo per aprire la porta a soluzioni di comodo per Gerosolimo nel Cogesa (l’eterna ossessione della discarica e dell’impianto, che continua a rubare terreno e a inquinare). Ma perché? Chi l’ha mai chiusa quella porta? I Fratelli d’Italia che escono come quaglie da questa agonia di finta opposizione? Portino il panettone a Di Piero, se possibile quello farcito, per ricordargli il tempo del Fronte della Gioventù, come si fa davanti al camino, quando si esaminano i tanti passaggi di una vita mediocre.
Quanto al revisore Di Benedetto, capogruppo del PD, riveda un po’ di più: per esempio riconsideri che se negli ultimi diciotto mesi ha fatto parte di una maggioranza è perchè glielo ha consentito Andrea Gerosolimo, che di quella maggioranza è stato il primo sostenitore e il migliore beneficiario. E quindi lo ringrazi, come i veri Sulmonesi non faranno mai.






