24 DICEMBRE 2024 – Abbiamo avuto piccoli e grandi problemi di collegamento e ci spiace di non aver intrattenuto il filo diretto con i lettori. E altri ne avremo nelle prossime settimane per la transizione perenne cui il web costringe anche i più retrivi. Ma siamo un giornale prevalentemente di carta e il vero incontro lo coltiviamo nelle edicole, dove la copia del Vaschione è diventata quasi un “cult”. Abbracciamo, quindi, in questa vigilia natalizia, tutti gli edicolanti che, senza nessuna insistenza da parte nostra, danno un risalto al nostro foglio che neanche danno al Corriere e al Fatto quotidiano. Da quando, poi, il rinnovato Bar Di Marzio ha sfrattato pure lo strepitoso manifesto del sovrano svevo, dobbiamo cercarci un’altra casa per coloro che vogliono sorbirsi un caffè sfogliando le pagine di alta cultura (il mago Ovidio ci indica libri e trattati nei quali il suo nome echeggia nei giorni nostri e noi ci limitiamo a proporli come abbiamo fatto con vari premi Nobel, con Claudio Magris, con Santiago Posteguillo, con Luciano Canfora) e di venefiche critiche (“Cum feris, ferus”) che rendono la vita vivibile. Proprio Rolando, incessante dispensatore di fogli e rotocalchi ha raccontato che durante una notte buia e tempestosa il manifesto di “Ovidio e la principessa” è volato dal Carmine alla Fontana del Vecchio. E’ tornato nel suo ambiente, ma Rolando l’ha recuperato per la gioia dei turisti che chiedono di Ovidio e vorrebbero pagare Il Vaschione. Nessuna preoccupazione: i fondi per questo giornale vengono dal mancato ricambio di una SAAB che a maggio compirà venti anni e che va come una sposa.
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