QUANDO GLI INVASATI PROGETTAVANO GLI INVASI

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GRAVI CONSEGUENZE DAL SISTEMA IRRIGUO IN PARTE REALIZZATO NEGLI ANNI SETTANTA DEL SECOLO SCORSO

5 GIUGNO 2025 – Un censimento degli invasi d’acqua nel circondario è stato effettuato dall’associazione “Salviamo l’orso”. “Le situazioni rilevate – è il bilancio – hanno tutte confermato la pericolosità degli invasi e la mancanza di misure di sicurezza adeguate a prevenire il ripetersi di episodi come quello avvenuto recentemente a Scanno o nella vasca delle Fossette a Balsorano, dove nel 2010 e nel 2018 sono annegati complessivamente 5 orsi in due episodi diversi. Per non parlare del drammatico incidente avvenuto a Bugnara (AQ) nel 2004, durante il quale un bimbo di 7 anni è annegato in un bacino del Consorzio di bonifica”. “Il permanere dei rischi per la sicurezza legati alla presenza di invasi e vasche pericolose saranno oggetto della prossima riunione dell’Autorità di gestione del PATOM in
programma al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il prossimo 10 Giugno. In tale occasione – conclude l’associazione – Salviamo l’Orso presenterà la relazione stilata a seguito dell’indagine effettuata congiuntamente con Rewilding Apennines sugli invasi e sulle misure di sicurezza da implementare con urgenza”.

Gli interventi negli impianti di irrigazione (e, quindi, nelle vasche di approvvigionamento) degli anni Settanta e Ottanta hanno denotato approssimazione e sconnessioni tecniche, al punto che alcuni invasi non sono mai entrati in funzione (come quello a Ponte d’Arce in Pettorano sul Gizio, nella foto del titolo) e le grosse tubature in cemento si stanno sfaldando. Rilasciano nell’atmosfera particelle assolutamente nocive per la fauna e per l’uomo. Sembrano le conseguenze di progetti fatti da… invasati. Gli impianti che effettivamente raccolgono l’acqua per lo più non sono recintati o presentano recinzioni divelte o rotte in più punti.

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