I “COMITATI” CHIEDONO RISPOSTE

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CONFERENZA STAMPA DAVANTI AL PALAZZO DI GIUSTIZIA

21 GIUGNO 2025 – I “Comitati cittadini per l’ambiente” hanno tenuto ieri una conferenza stampa sul marciapiede antistante il palazzo di giustizia (nella foto del titolo), sul tema: “Che fine hanno fatto i nostri esposti?”. “L’iniziativa – commentano gli organizzatori – si è svolta senza creare ostacoli all’ingresso del Tribunale e senza provocare alcun intralcio alla funzionalità degli uffici.
Il Questore di L’Aquila Fabrizio Mancini – osservano – aveva emanato un decreto con cui vietava la
conferenza stampa davanti al Tribunale “per motivi di sicurezza essendo l’area un obiettivo sensibile” e quindi al fine di tutelare l’“interesse primario dell’Ordine e della Sicurezza
Pubblica”. Il Questore aveva precisato che, in caso di violazione del decreto, si sarebbe applicato l’art. 18 del Testo Unico delle Leggi di Polizia del 1931 che prevede una pena fino ad un anno di reclusione.
Abbiamo ritenuto di non dover rispettare il divieto del Questore, assumendocene la responsabilità, perché un diverso operato da parte nostra avrebbe significato avallare l’idea, sbagliata, che una semplice conferenza stampa possa costituire un pericolo per l’ordine pubblico. Inoltre, ciò avrebbe significato ammettere implicitamente una nostra presunta pericolosità, il che è apertamente smentito dal nostro operato che è stato sempre caratterizzato da modalità pacifiche e nonviolente.
Riteniamo che atti quale quello del Questore di L’Aquila costituiscano un pericoloso effetto collaterale della deriva autoritaria e liberticida voluta dal governo con il varo del cosiddetto Decreto Sicurezza. Le libertà democratiche conquistate con la lotta al nazifascismo vanno difese strenuamente; cedere su questi principi significa aprire le porte al regime.

Quanto al contenuto della divulgazione che i “Comitati” e il “Coordinamento Per il clima Fuori dal Fossile” intendono promuovere, l’elenco comprende varie situazioni che negli ultimi tredici mesi sono state oggetto di otto denunce: dalla centrale Snam di Case Pente (“Se dovesse essere riscontrato che il cantiere Snam non poteva aprire – cosa della quale, in base ad una documentazione inoppugnabile, noi siamo più che convinti – che senso avrebbe adottare provvedimenti quando la centrale sarà già costruita?” si chiedono i Comitati) alla costruzione di Roncisvalle, sulla Via del Tratturo, posta sotto sequestro dal GIP su istanza della Procura della Repubblica (“perché sono stati indagati solo proprietari e progettisti e non anche il Comune che ha rilasciato le autorizzazioni?” si chiedono ancora gli ambientalisti) al “taglio illegale di 317 alberi di ulivo” (sempre a Case Pente), alla “Metaenergia” (“Si chiede di accertare se la centrale turbogas, nel nucleo industriale di Sulmona, è in possesso dei necessari requisiti di legge: innanzitutto la Valutazione di Impatto Ambientale, propedeutica ad ogni successivo atto autorizzativo, e la Valutazione di Incidenza Ambientale. Considerata la pericolosità dell’impianto si chiede anche di accertare se siano rispettate le distanze di sicurezza rispetto alle attività circostanti“).

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