IN ALTRE CITTA’ LE DITTE DI RACCOLTA DELLA LEGNA LAVORANO GRATIS
I NOVEMBRE 2018 – Squillano le trombe per una nuova iniziativa dell’assessore Angelucci, che, dopo aver fatto giustizia dei due pini in Piazza del Carmine (legno durissimo e perfetta coloritura quando le seghe li hanno fatti a fette), volge lo sguardo a Viale Giovanni XXIII per togliere di mezzo 60 pini. Le trombe sottolineano il favore dei residenti, alcuni dei quali si trovano i rami dei pini nelle finestre; uno direbbe che una cosa del genere aumenterebbe il prezzo dei residences sulle Alpi, ma per le case di Via Giovanni XIII questo è disdicevole. E poi tutte quelle dune sull’asfalto, provocate dalle radici, signora mia.. “Il Centro” di oggi riporta che non si sa quanti incidenti hanno provocato; uno direbbe che in altre parti della città vengono messi dossi artificiali e si chiamano dissuasori di velocità, ma per chi passa in Viale Giovanni XXIII i dossi sono disdicevoli e, per evitare che si verifichino gli incidenti, è opportuno non diminuire la velocità delle auto.

Una splendida immagine di quello che una galleria di pini può esprimere: siamo a Silvi Marina
Insomma ci sarebbe tanto da dire su questa notizia strombazzata. Ma la chiave di lettura si scopre subito: per tagliare 60 pini si spenderanno 300.000,00 euro, cioè 5.000,00 euro per ogni pino. Ogni Comune che sia amministrato con un minimo di oculatezza darebbe l’incarico a una delle tante ditte che fanno legna e che tagliano gratis et amore dei.
Abbiamo idea di quello che occorre allestire per spendere 5.000,00 euro attorno ad un pino? E ci ricordiamo che sei anni fa molti storsero il muso sentendo che per ripulire Sulmona dalla neve (dunque per garantire un minimo di mobilità durante la più intensa nevicata dopo quella del 1956) si spese la stessa cifra? Sembrava che il bilancio del Comune dovesse andare in tilt; sembrava che il Comune avrebbe dichiarato il dissesto. Invece adesso si spendono 300.000,00 euro per tagliare 60 pini (che non sono neppure sessanta). Ma non siamo sprovveduti: la chiave di lettura starà certamente nella parola magica “riqualificazione”. Pare che quando si riqualifica un’area, un quartiere, una città, il tetto di ogni spending review possa essere sforato. Basta guardare la riqualificazione di Piazza Tresca, quando si eliminò la storica pianta di alloro intorno al monumento e si misero dei cordoli di travertino che sono insidie formidabili per i ciclisti e si appiopparono davanti al Vescovado delle panchine di marmo per segnare un confine insormontabile tra quello che dice il Vescovo e la memoria dei Caduti in guerra.
Ora l’assessore riqualificherà Viale Giovanni XXIII, cioè forse renderà la parte dall’Agenzia delle Entrate in poi come quella da Piazza Capograssi all’Agenzia delle Entrate, quindi un anonimo pezzo di strada tra condominii. Ma i rami, quelli saranno tenuti a debita distanza dalle finestre…

Lo scempio dei tagli in Viale Mazzini prepara quello di Viale Giovanni XXIII






