Agenzia del lavoro a Pescara anzichè a L’Aquila

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LA DECISIONE DEL GOVERNO RATIFICATA AL SENATO

27 FEBBRAIO 2015 – La proposta di istituire 18 sedi della “Agenzia unica del lavoro” (che dovrebbe riunire le funzioni dell’ispettorato del lavoro, dell’Inps e dell’Inail) contiene una inversione di tendenza sulla destinazione degli uffici territoriali in Abruzzo.

Il decreto legislativo predisposto dal governo, infatti, individua Pescara, anziché L’Aquila, quale città per la dislocazione della sede abruzzese. Secondo quanto riportato dalle fonti di informazione del ministero competente e di Palazzo Chigi e ripreso da “Repubblica”, L’Aquila non avrebbe immobili adeguati; ma si tratta chiaramente di una motivazione di facciata, facilmente screditata dalla considerazione che, per esempio per l’Anas, la sede è stata ricostruita in poco più di sei mesi, con proporzioni addirittura esagerate rispetto alla effettiva richiesta di volumi.

La vera motivazione andrebbe ricercata nella palpabile ostilità del governo Renzi verso la classe politica del Pd abruzzese, caratterizzata da personaggi che solo per convenienza sono passati a sostenerlo dopo averlo osteggiato continuamente. E sembra che Renzi, che non ha mai veramente annunciato una sua visita a L’Aquila e per questo non deve mai smentirla, non digerisca prima di tutti D’Alfonso, che non ha fatto un passo indietro alla ultime elezioni pur dovendo restare fuori dalle candidature per il protocollo sulle incompatibilità; per non parlare delle difficoltà di digerire Pezzopane, Lolli e Cialente, che si sono sentiti sempre un gradino al di sopra dell’emergente Matteo Renzi ed hanno collaborato con la vecchia guardia per tenerlo fuori della gestione del partito. Trattandosi, poi, di “agenzia del lavoro”, non si può dar torto a Renzi che si domanderà cosa mai c’entrino Pezzopane e Lolli.