ALMENO TENTINO LA PUGNA

750

DOPO L’ENDORSEMENT DI GEROSOLIMO A DI PIERO SI ATTENDE UNA RISPOSTA CHE GIUSTIFICHI UNA CAMPAGNA ELETTORALE

14 AGOSTO 2021 – Tra Bruno Di Masci e Andrea Gerosolimo si fa a gara a dire oggi il contrario di quello che dicevano ieri: così, entrambi hanno eguagliato il primato di Matteo Renzi che ha tentato il tutto per tutto per non rispondere del disastro del suo gioco politico al rialzo, quando cercava di stupire sempre gli avversari e prevenirli nel moto di sorpresa. Gli effetti speciali sono solo la traduzione tecnologica del nero di seppia per avvolgere, nascondere e consentire la fuga. Dunque, abbiamo un candidato sindaco che fino all’anno scorso manifestava il proposito di abbandonare la politica: quindi, di non rispondere degli insuccessi deflagranti come l’incapacità di trovare un partito che lo riproponesse al Consiglio regionale, oppure il disastro del maggiore degli enti governati, il Cogesa, per il quale non si riesce neppure ad approvare il bilancio, oppure l’imbarazzante esito del quinquennio di Annamaria Casini al Comune e il conseguente, sostanziale abbandono della politica di quella sua pupilla, rivendicata come tale nella primavera del 2016. Gerosolimo, a differenza del capo-scuola del trasformismo del XXI secolo Matteo Renzi, non ha contatti con i Paesi arabi e, quindi, non può prodursi nel lecchinaggio, dietro lauti compensi, di potenti uomini stranieri; deve mantenere il morale delle truppe raccogliendo i rottami della esperienza che lo portò a prendersi gioco di Franco La Civita, sostenendo, appunto, il contrario di quello che aveva detto il giorno prima e compiendo manovre di palazzo che a loro volta non erano rimaste sconosciute a Franco La Civita, che fu per questo espulso dalla DC e poi riaccolto per potere divinatorio di Remo Gaspari. E’ la storia del topolino che al mercato il padre di Branduardi comprò.

Proprio per questo, Gianfranco Di Piero, candidato sindaco del centro-sinistra, non può lasciare senza risposta l’assai subdolo endorsement che Andrea Gerosolimo gli ha lanciato mentre annunciava la giravolta ultima scorsa: quella di presentarsi alla maggiore carica elettiva della città dopo aver annunciato di non fare più politica. Gerosolimo ha sostanzialmente sottolineato che Di Piero è stato un suo uomo fino a qualche anno fa. E non degli ultimi. In tale contesto, Di Piero non può far finta di niente, perchè l’ombra che già abbiamo individuato nella posizione di Fratelli d’Italia (quella, cioè, di aver collaborato per mandare sulla poltrona di sindaco la pupilla Annamara Casini), si può allungare tale e quale su questa candidatura a sindaco di chi, guarda caso, è legato a fil doppio con lo stesso Franco La Civita che è andato a sfracellarsi politicamente per la sua presunzione di controllare chi è politicamente del tutto inaffidabile.

Pretendere da Di Piero una polemica senza esclusione di colpi vuol dire chiedere all’agnello di contrastare il lupo. Ma, dopo l’esperienza con Bruno Di Masci (che votammo perchè contrastasse Annamaria Casini e che ci siamo ritrovati a fare il leone per difendere la Casini) possiamo almeno esigere che non si faccia confusione: che, cioè, gli amici di qualche anno fa, siano adesso avversari su un campo di battaglia definito e chiaramente visibile. Significa aspettarsi che se uno dei due, invece di proclamare che l’altro non ha la capacità di fare il sindaco, finisce per cantarne le lodi e preparare il terreno per l’inciucio, si senta rispondere in modo convincente che la collaborazione passata è finita proprio perchè caratteri e programmi sono antitetici e inconciliabili, tanto da giustificare due diverse e contrastanti candidature. Finora questa risposta non abbiamo sentito, anche perchè non abbiamo sentito programmi o soltanto idee sull’amministrazione della città, che è il tema sul quale le divergenze debbono essere chiare più ancora che sugli uomini.

Se passano i giorni senza che si levi chiaro il distinguo minimo inevitabile, possiamo convincerci nel sospetto che l’un guerriero valga l’altro (cioè niente) e che lo scontro elettorale fa tanta paura perchè alla base non c’è la capacità di sostenere una posizione, per il semplice motivo che democristianamente l’antitesi di oggi potrebbe essere la tesi di domani, tra convergenze parallele, preamboli forlani, compromessi storici e fregnacce varie, mentre il pragmatismo gaspariano e nataliano batteva moneta.

Please follow and like us: