ANCHE GABRIELLA DI GIROLAMO CONTAGIATA DAL VIRUS DEL “TIRA A CAMPARE”

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SORPRENDENTE USCITA ALL’INDOMANI DEI RICOVERI COATTI NELL’OSPEDALE “PROBABILMENTE NON IDONEO” MENTRE AD AVEZZANO E A L’AQUILA RIMANEVANO VUOTI ALTRI POSTI

27 MARZO 2020 – Le sen. Gabriella Di Girolamo del Movimento 5 Stelle informa che: “A seguito delle tante notizie allarmanti ricevute nel pomeriggio di ieri, al rientro da Roma mi sono precipitata presso l’ospedale S.S. Annunziata per constatare di persona lo stato dei fatti.

Il nostro ospedale è ormai un ospedale Covid-19, questo è un dato di fatto, conseguenza del ricovero dei due pazienti contagiati dal virus, come deciso da Regione Abruzzo, nel reparto di rianimazione, in stanze non dotate di sistema a pressione negativa in quanto l’unica disponibile nel nosocomio era ed è occupata da un altro paziente.

Mi preme informare tutta la cittadinanza che da quanto ho visto e da quanto mi è stato relazionato dal Primario, dott. Vincenzo Pace, posso dire che il reparto di rianimazione, è all’altezza della situazione emergenziale. Il dott. Pace con estrema professionalità e disponibilità mi ha illustrato tutte le procedure adottate, seguendo un protocollo puntuale e preciso specifico per l’emergenza Covid-19, che dettaglia le procedure da seguire in ogni momento di gestione del paziente dal trasporto al ricovero e al trattamento; mi ha altresì riferito di un personale sanitario estremamente formato e pronto ad affrontare l’emergenza; infine di una disponibilità di materiale sanitario specifico per il personale sanitario e per i pazienti per ora sufficiente.

Probabilmente il resto dell’ospedale non è adeguato ad affrontare l’emergenza, ma a seguito di una politica scellerata che va avanti da anni e che ha effettuato continui tagli alla sanità, la gran parte delle strutture sanitarie, specie nel meridione, non sono all’altezza. Il problema però oggi c’è, i contagiati oggi sono a migliaia e i pazienti hanno bisogno di essere curati ora, le manovre restrittive stanno funzionando, ma il percorso è ancora lungo e per quanto riguarda l’Abruzzo i maggiori ospedali sono già al collasso.

Non è il momento delle polemiche né, tantomeno, di attacchi strumentali, poiché questo è il momento di fare fronte in ogni modo possibile all’emergenza. Bisogna alzare al massimo il livello di attenzione e chiunque ne ha la possibilità, me in primis, dovrà essere quanto più vicino possibile e disponibile per fornire il supporto per tutto ciò che occorre, per garantire la sicurezza ai pazienti e al personale sanitario di tutta la struttura che nella situazione emergenziale, ormai cronica nel nostro ospedale, si è sempre dimostrato estremamente professionale. 

Non possiamo fare a meno di sottolineare l’importanza del presidio sulmonese, e penso al paziente di Castel Di Sangro che avrebbe rischiato la vita se non avesse trovato sulla sua strada Sulmona, ben prima dell’Aquila, troppo distante per questa come per le numerose emergenze quotidiane dei cittadini delle nostre aree interne. Fatto che evidenzia quello che abbiamo sempre sostenuto, cioè che l’orografia del territorio rende l’ospedale S.S. Annunziata il fulcro imprescindibile della sanità per un bacino di circa 70.000 abitanti.

Questa deve essere un’occasione per riprenderci quello che ci spetta e che ci è stato tolto e su questo faccio appello al Presidente Marsilio, per tornare sulle scelte fatte in passato e valutare l’importanza dell’ospedale di Sulmona, non soltanto ora in una situazione emergenziale ma in prospettiva per il prossimo futuro. Per poter essere realmente in condizione di garantire la massima condizione di supporto sanitario ad un bacino finora trascurato”.

Che ci sia personale che con abnegazione affronta il proprio dovere non implica che le “notizie allarmanti” possano cessare di essere tali. Da quello che afferma la sen. Di Girolamo, viene rafforzata la convinzione che gli ingressi di pazienti portatori di contagio da coronavirus sono stati disposti a prescindere dalla valutazione che l’ospedale di Sulmona potesse riceverli o meno: “questo è un dato di fatto, conseguenza del ricovero di due pazienti contagiati dal virus”. Gli ingressi venivano disposti a Sulmona mentre ad Avezzano, nel reparto per le malattie infettive (che a Sulmona non c’è), restavano vuoti dei letti che avrebbero potuto ricevere i pazienti dirottati da Pescara. Tanto è vero che il giorno successivo, cioè oggi, un paziente di Pettorano è stato portato all’ospedale di Avezzano. Quale criterio si è seguito? Non era già saturo l’ospedale di Sulmona, che aveva l’unico posto a pressione negativa occupato da alcuni giorni? Ci sembra che su questa domanda la sen. Di Girolamo, senza precipitarsi da Roma, avrebbe potuto svolgere un approfondimento e, quindi, comprendere che se il destino dei malati di coronavirus è quello di essere trasferiti ad Avezzano o, meglio, all’Aquila nell’ex ospedale del G8 (ove sono confluite cospicue risorse economiche, come sempre quando si tratta dell’Aquila), è delittuoso (e di questo risponderanno gli autori di questa scelta scellerata) spargere il contagio. Come a Codogno, un ospedale che “probabilmente – sono ancora parole della sen. Di Girolamo – non è adeguato ad affrontare l’emergenza” può solo spargere il contagio o diventare un lazzaretto. Lo sa la sen. Di Girolamo che un viaggio sull’ambulanza nei giorni precedenti si è svolto mentre il personale era sprovvisto di accessori indispensabili a preservare dal contagio? E che il personale è in agitazione perchè è mandato allo sbaraglio? Oppure si ferma alla prima versione fornita? Quello che si è consumato in 24 ore ai danni dell’ospedale di Sulmona e della città nella quale vivono e respirano e hanno familiari gli infermieri, i medici, gli operai, gli impiegati, gli altri degenti dell’ospedale “probabilmente non adeguato ad affrontare l’emergenza” è davvero inedito: non tanto per la procedura seguita (che già denota il disprezzo di politici ed amministrativi per il senso di umanità ai quali hanno diritto i dipendenti), quanto perché dimostra che da Marsilio in giù è stata smarrita la bussola e si sono assunti provvedimenti non nell’ottica di arginare il contagio (scopo per il quale siamo tutti reclusi in casa), quanto per affermare che comunque il complesso della sanità in Abruzzo è in grado di assorbire l’onda d’urto del contagio. Non ci sembra che questo atteggiamento sia molto diverso da quello descritto nella peste del Seicento in Lombardia. Una riflessione in questo senso non sarebbe stata per la sen. Di Girolamo troppo ardua. E le avrebbe evitato di oltrepassare il Rubicone che i 5Stelle si erano dati all’epoca della loro maggiore incidenza nella società italiana: quel confine che consiste nel non dare per buona la prima spiegazione organica alle esigenze dell’establishment, del rispettare innanzitutto l’ordine costituito. Se un ospedale non è idoneo e se sono idonei altri ospedali a mezz’ora di ambulanza, la senatrice eletta a Sulmona e la senatrice che deve fare gli interessi nazionali battendosi per misure e condotte che argino il contagio deve riconoscere che sono stati commessi errori irrimediabili e deve dirlo ad alta voce, con tutti i mezzi che ha. Non può giustificare il presente per rilanciare accuse, oggi inutili, verso le precedenti gestioni della sanità in Abruzzo. Questo sanno farlo anche i qualunquisti e da questo speravamo si astenessero i 5Stelle per i quali abbiamo votato.

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