ANCHE L’AVV. JACOPONE DA TODI RISCATTERA’ L’ABBAZIA DAI CACIOCAVALLI

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ECCEZIONALE ATMOSFERA PER LA “LAUDA”

9 MAGGIO 2016 – “Donna de Paradiso lo tuo figliolo è preso Iesù Cristo beato”.

Siamo nel Medioevo e per la prima volta si guarda alla tragedia della Croce accostandosi alla condizione della donna, in questo caso della madre del protagonista assoluto. E’ Jacopone da Todi a portare in ode l’annuncio ferale. E di questa considerazione della donna è autore  in versi un umanista come Jacopone sconvolto da una rivelazione imprevedibile come tutte le rivelazioni più recondite dei terremoti. Dopo la scossa sismica, tra i morti l’avv. Jacopone Benedetti, proveniente da Todi e laureato a Bologna, scopre che il corpo della moglie portava il cilicio. Incominciò così il percorso dell’uomo verso la confessione e fu così repentino e necessitato che, come al francescano Bernardo, “correndo gli parve di esser tardo” (da una sintesi musicale di Angelo Branduardi). Capita, come a tutti gli avvocati che si fanno frate e debbono recuperare le nequizie di tanti brocardi.

Storia forte, dunque, sugellata dal “Pianto della Madonna” che mercoledì alle 17 sarà letto da Franca Minnucci in un posto altrettanto forte: la Sala del Refettorio della Abbazia di Santo Spirito al Morrone, piena di suggestioni di storie antiche e di vicende umane, nella casa generalizia dei potenti Celestini. Sta decollando come si conveniva questa Abbazia restaurata: se una donna cavaliere (Lucia Arbace, Direttrice del Polo Museale regionale, cura questa mostra che è una costola del “Munda”, cioè il Museo nazionale d’Abruzzo) riuscirà a riscattarla dalle esposizioni di caciocavalli che si svolgono nell’ala improvvidamente concessa a sede del Parco Nazionale della Majella, potrebbe anche aspirare ad essere il luogo spirituale più alto del contesto nazionale ed uno dei più belli d’Europa. Incominciando da quel refettorio dove mercoledì riecheggerà Jacopone con il suo “Pianto” e dove passarono le ricchezze e le miserie di secoli di cristianità adattata agli “instrumenta regni”.

La mostra rimarrà aperta  fino al 10 giugno e nella Notte dei musei del 21 maggio rimarrà aperta anche dalle 20 alle 23; per visitarla senza pagare niente si può entrare domenica 5 giugno dalle 9 alle 13.