ASPETTANDO GODOT E ANCHE SGARBI

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9 SETTEMBRE 2013 – Un piccolo vizio dal quale il “Premio Sulmona” si dovrebbe emendare è il sottile inganno con il quale la platea viene conservata nell’attesa dell’arrivo di Vittorio Sgarbi, presidente della commissione esaminatrice. “Contiamo di avere prima della chiusura della cerimonia il Presidente Vittorio Sgarbi, che sta per venire” è l’annuncio ripetuto nell’inaugurazione di sabato, come in quella dell’anno scorso.

E intanto, non esitavano a sproloquiare i politici che assicurano uno spazio al “Premio” nel panorama delle manifestazioni culturali, a parlare della validità delle opere, etc. Qualcuno, anche dei non politici, si è chiesto come saranno i prossimi quaranta anni, dopo che siamo arrivati alla quarantesima edizione: e chi dei protagonisti di oggi ci sarà tra cinquanta anni. Insomma, interrogativi esistenziali (e anche un po’ ottimistici).

Poi, come l’anno scorso, si è fatto notte. Sgarbi è venuto a Sulmona il giorno dopo e ha detto al “Centro”, tra le altre cose, che non doveva e non poteva intervenire alla manifestazione di sabato, perchè non poteva presentare opere che non conosceva (le ha viste quando la commissione giudicatrice ha dovuto emettere il suo verdetto). Dunque, questo mezzuccio di dire che viene Sgarbi per riempire l’uditorio alla fine mostra le corde; ma, almeno, da Sgarbi è venuta la chiarezza per gli anni prossimi e non andremo a sentire i discorsi inaugurali, soprattutto perchè, per sentire quelli di quest’anno, abbiamo sospeso la lettura di “Nel nome del Figlio” – natività, fughe, passioni nell’arte”, piccola enciclopedia di quasi 500 pagine edite da Bompiani, scritta proprio da Sgarbi, con un corredo di immagini che nessuna navigazione su internet riesce a contestualizzare come il libro.