ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI L’ACCUSA PER I VERTICI DELLA STRADA DEI PARCHI

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MA SOLO PER IL TRATTO DA TORNIMPARTE AL GRAN SASSO DI COMPETENZA DELLA PROCURA DELL’AQUILA – A BUGNARA SI SBRICIOLAVANO CEMENTO E FERRO

29 OTTOBRE 2020 – La Procura della Repubblica dell’Aquila ha chiesto il rinvio a giudizio dei vertici della società “Strada dei Parchi” per attentato alla sicurezza dei trasporti. Sono quattro le persone che avrebbero esposto gli utenti al rischio di crollo dei viadotti sul ramo di autostrada A24 da Tornimparte fino all’ingresso del traforo del Gran Sasso dalla parte aquilana. Tra le ipotesi di reato figurano l’inadempienza nelle pubbliche forniture, l’omissione della ordinaria manutenzione dei viadotti e la frode nelle pubbliche forniture. Tra gli indagati diventati imputati Carlo Toto e il presidente Cesare Ramadori (quello della “inflazione programmatica”), il direttore generale di esercizio Igino Lai e Gianfranco Rapposelli.

Viadotti tra i più degradati c’erano anche nel tratto di competenza della Procura della Repubblica di Sulmona, tra Cocullo e Corfinio. Qui addirittura dovette venire di persona il ministro delle Infrastrutture perché si muovessero i cantieri; e il sopralluogo fu consentito solo per chi aveva robusti caschi. Qui non abbiamo rischiato niente andando e tornando da Roma?

E un altro appunto: per sapere di questa richiesta abbiamo dovuto leggere il Fatto Quotidiano, perchè nessuna testata giornalistica abruzzese, neppure l’Ansa, vi ha fatto il minimo cenno. Si sono azzardati a scrivere questa…indecenza “ilcapoluogo.it” , “tgmax.it” e “Automoto.it”

Nella foto del titolo il viadotto sopra Bugnara nella scorsa primavera, dopo i lavori conseguenti al sopralluogo di Toninelli, ministro delle infrastrutture

AGGIORNAMENTO  27 GIUGNO 2025 – Il tribunale di Pescara, con sentenza depositata il 5 aprile 2024, il tribunale di Sulmona, con sentenza del 17 maggio 2024, il tribunale di Teramo, con sentenza  del 29 giugno 2023 e il Tribunale dell’Aquila, con sentenza dell’ 8 marzo 2023, hanno assolto tutti gli indagati, compreso Carlo Toto, dal reato del quale all’art. 355 del codice penale e da altre fattispecie connesse alla manutenzione dei viadotti perché “il fatto non sussiste”, ovvero “per non aver commesso il fatto”, ovvero hanno dichiarato non doversi procedere. La Corte d’Appello dell’Aquila, chiamata a decidere sull’impugnazione  proposta dalla Procura della Repubblica di Teramo, con sentenza del 30 settembre 2024 ha confermato la sentenza di primo grado.

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