Basta fare un Bimillemario comune, anzi comunale

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MEMORANDUM PER LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO OGGI

23 FEBBRAIO 2017 – Oggi il Consiglio Comunale si occupa delle celebrazioni per il Bimillenario di Ovidio;

sul punto c’è un documento dell’opposizione per interrogare il sindaco su quello che intende fare. La stampa fogliacea stamane sottolinea che non ci sono fondi e che, quindi, le celebrazioni del Bimillenario non partono.

Invece dovrebbero partire dalla constatazione di quello che le associazioni culturali, riunite dal sindaco a dicembre, hanno proposto in quella specie di lista dei desideri da finanziare autonomamente, coinvolgendo interlocutori dotati di mezzi finanziari o semplicemente cittadini che vogliono anche essere protagonisti di questo evento eccezionale.

Si dovrebbe partire dai progetti che forse sono stati formulati. Se non ne sono stati formulati, si deve partire dalla constatazione che nessuna capacità progettuale hanno le associazioni culturali a Sulmona e che sono in grado solo di presentare qualche libro o far strologare conferenzieri incontinenti. Quindi, il sindaco dovrebbe prendere la lista degli invitati di dicembre e depennare chi è bravo solo a fare “blabla”. Va tolto dall’elenco anche chi, pur potendo contare su sponsor, si fa talmente voce del proprio sponsor (per esempio per vendere aglio) da dimenticare il personaggio che morì duemila anni fa, o da ricordarlo solo per sputtanarlo a proprio beneficio.

Non rimane nessuno?

E qual è il problema?

Il sindaco conferisce l’assessorato alla cultura (o, perché no, lo chiama proprio assessorato al Bimillenario) a persona estranea ai giochi delle associazioni fatte per fini propagandistici e allestisce un Bimillenario non straordinario, ma comune o, meglio, comunale. Hai visto mai che, presentandosi come il Bimillenario della città dove nacque Ovidio, il contenitore riesca a catalizzare il contributo di intellettuali e artisti di rango? E’ sufficiente uno sguardo a indirizzi e rubriche. In fondo basta solo riprendere e propagandare SMPE che è prerogativa riconosciuta della Città di Sulmona. Ma è ovvio che l’assessore deve essere all’altezza. Questo, magari, sarà il vero problema.