BEI TEMPI QUELLI DELLA “PASTORINO”

719

CRESCONO LE PIANTE SULL’ACQUEDOTTO MEDIEVALE

Le piante fanno bella mostra illuminate dal sole d’estate

11 LUGLIO 2018 – C’era una volta la ditta “Pastorino”, che curava in modo ineccepibile la nettezza urbana, quando l’avv. Pasquale Speranza diceva in Consiglio comunale “Meglio un bravo spazzino che un avvocato morto”. Tutti si meravigliavano di come la città fosse linda e pulita; eppure c’erano mezzi dell’immediato post-guerra, rumorosi e piccoli. Poi venne la gestione comunale, con un Andrea Doria che aveva il passo di un ufficiale superiore, efficiente e persuasivo con i dipendenti. E la città era sempre in vetta negli apprezzamento dei molti viaggiatori di commercio. Adesso è arrivata una gestione che non si sa di chi sia per il compito della ripulitura delle erbe spontanee. Ed è un disastro, tanto è vero che il COGESA suona la grancassa quando pulisce la base dell’acquedotto insieme al Comune. Sempre lo stesso Cogesa ha un periodico a stampa, che non si sa quanto sia organico agli scopi del consorzio, posto che non è che si debba divulgare una attività svolta in un ambito territoriale ristretto, niente affatta protesa a conquistare altri Comuni che conferirebbero le loro schifezze all’impianto di Noce Mattei (sono già tanti). Ma un giornale c’è e pare sia pagato dagli introiti del Cogesa. In questa fase transitoria dalla Pastorino a non si sa cosa e non si sa in quali tempi, le erbacce alla base dell’acquedotto medievale (non “romano”, come lo definì una volta Luciano D’Alfonso in vena di fare il Cicerone) vengono rimosse con articoli (fa notizia che si pulisca la città?) mentre quelle in cima, che si vedono come le altre, si preparano ad accogliere la Giostra, dopo aver accolto lo “Street Food”.

Una delle tante erbacce sull’acquedotto medievale

Please follow and like us: