BERLUSCONI NON E’ RIUSCITO A MANDARE A MEMORIA UNA CERTA POESIA DI OVIDIO

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L’EX CAVALIERE PUO’ FRODARE IL FISCO MA NON IL GRANDE SULMONESE

Ovidio avrebbe voluto nascondersi per l’insuccesso, ma poi fa dell’autoironia

8 FEBBRAIO 2018 – Era data per certa la visita di Silvio Berlusconi a Sulmona per il Bimillenario della morte di Ovidio. Lo aveva detto lo stesso ex cavaliere alla candidata al Consiglio comunale, Elisabetta Bianchi, quando ha girato l’orrido spot che non sappiamo perché fa andare in visibilio tutti i fan del condannato per frode fiscale, ostentato amico di Marcello Dell’Utri. Come la promessa di accrescere il numero di occupati con la creazione di un milione di posti di lavoro, anche questa visita nel luogo natìo del grande Ovidio si è dimostrata per quello che era a prima vista: una bufala.

E la stoica Elisabetta Bianchi aveva anche creduto alla smargiassata del venerato Silvio: “So a memoria molte poesie di Ovidio” e le avrebbe recitate in una manifestazione pubblica. Sono tante migliaia i versi delle opere di Ovidio che per recitarne molti ci vorrebbe  Pico della Mirandola, non un poco arzillo anziano che si scorda le promesse di quando invitava gli africani a venire più numerosi in Italia e passa alle promesse di respingerne a decine di migliaia.

Tanto più che il Silvio che infervora una parte di Italiani ingenui e che ha fatto votare Paola Pelino in parlamento per sostenere che si era interessato davvero della nipote di Mubarack e non di una oscura minorenne, si sarebbe inceppato nella elegia (Amores, III, 7) nella quale il sommo Vate peligno racconta di una disavventura erotica e se la prende con il suo “lui” che ha battuto in ritirata proprio nel momento topico di una performance con una “puella”:  lo rimprovera di rifarsi vivo mentre la fanciulla ha rinunciato, delusa e impegnata a fingere di passare alle abluzioni per non sfigurare davanti alle ancelle. Che questo passaggio contenesse il rischio di ricordare qualcosa di spiacevole all’ultra ottuagenario ex cavaliere, per niente intriso dell’autoironia che solo i grandi possono sfoggiare?