Bianchi sarà eletta se cambia partito, Di Masci se cambia ministro e Casini se paga i diritti d’autore

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SPUTI E SPUNTI NEGLI ULTIMI COMIZI

3 GIUGNO 2016  – Di cose sono state dette tante nelle ultime ore di comizi.

Ma tre sulle altre acquistano un certo rilievo. La sen. Paola Pelino ha detto che la candidata Elisabetta Bianchi merita il voto dei Sulmonesi perché si è battuta strenuamente contro le ingiustizie arrecate a questa città. Peccato che queste ingiustizie (come, per esempio, la soppressione del tribunale) siano state perpetrate proprio da Paola Pelino, che ha votato la legge di soppressione e cincischia adesso per farsi paladina di una piccola proroga. Che  Elisabetta Bianchi meriti il voto dei sulmonesi siamo convinti anche noi: ma in un altro partito, cioè in un partito diverso da quello che vuole demolire Sulmona.

Bruno Di Masci ha dato prova di sé e del leone che è in lui, da noi sempre apprezzato. Ha anche detto che tra gli impiegati comunali “la ricreazione è finita” e, se sente un’altra volta rispondere: “Questo non è di mia competenza”, prende a “calci in culo” chi risponde così. Ha detto che per salvare il tribunale di Sulmona ha già preso appuntamento con il Ministro della Giustizia Orlando, che però, sul “Fatto Quotidiano” di oggi viene dato per perdente a causa della scelta infelice della candidata alle comunali di Napoli e diventerà uno dei tre capri espiatori del PD. Quindi, può darsi che prima che scompaia il tribunale di Sulmona scomparirà il ministro Orlando. Di Masci farebbe bene a mettersi al telefono e chiamare i suoi amici marsicani per tentare il tutto per tutto con il tribunale Avezzano-Sulmona. 

Pessima chiusura della candidata Casini, che ha definito la concorrente Bianchi “Giovanna d’Arcore” senza neanche citare la fonte dello sberleffo (cioè “Il Vaschione”): se vince, mandiamo l’usciere per esigere i diritti d’autore. E già da adesso segnaliamo che proprio l’avv. Bianchi, invece di riempirci di contumelie come Franco Iezzi qualche anno fa (lui così cristiano con il suo “2000  & beyond” che fa brutta mostra di sé davanti al tribunale; lui così pugnace, che si nasconde dietro uno psedonimo e si fa scoprire da un’indagine giudiziaria), si è complimentata per l’arguzia della definizione e dell’articolo, che non l’ha fatta dormire dal ridere tutta la notte.