BIMILLENARIO DI OVIDIO, SI INCOMINCIA CON IL PIEDE GIUSTO

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LE LINEE DEL PROGRAMMA APPRONTATO DAL COMUNE

18 DICEMBRE 2015 – Si svolgerà anche un convegno internazionale di studiosi per il Bimillenario ovidiano organizzato dal Comune di Sulmona: sarà correlato al “Certamen” nella sua edizione del 2017. Altre iniziative, annunciate oggi dal sindaco, dal vice-sindaco, dall’assessore alla cultura e dal presidente del consiglio comunale, saranno intraprese con l’Università di Harvard a Boston, mentre saranno riattivati i canali del gemellaggio con la città di Costanza, in Romania, dove Ovidio morì relegato per il decreto dell’imperatore Augusto. Dal Comune è stato dato grande risalto alla comunicazione del sen. Marini per l’inclusione del Bimillenario tra gli eventi di interesse nazionale.

Cioè si è dato molto risalto all’aspetto più insignificante del Bimillenario: infatti questo riconoscimento di “interesse nazionale” è soltanto una etichetta onorifica (non arriva la grana di un soldo) e serve solo a fare pubblicità a Marini che non risulta abbia mosso palpebra o labbra quando era presidente del Senato a favore delle legittime aspettative della cultura ovidiana e della Sulmona ovidiana. Da ultimo, l’”interesse nazionale” è un recinto che sta molto stretto a Ovidio, data la fama internazionale che il poeta ha da millenni.

Peraltro, questo avvìo di iniziative del Comune va visto con molto favore: soprattutto il convegno di studiosi, se abbinato ad un avvenimento altrettanto internazionale, ormai, come il Certamen, può essere la più grande delle occasioni di celebrare con autorevolezza i duemila anni della angosciosa morte dell’esule, possibilmente senza corone di aglio in testa al poeta, che il Comune non ha fatto niente per evitare, e senza sfruttamento intensivo della immagine di Ovidio per gadget commerciali. Un altro passo qualificante delle iniziative del Comune è il decollo dei rapporti con Boston, visto che già un anno fa abbiamo sottolineato come questa sia la prima ricorrenza millenaria dopo la scoperta dell’America e come dal “Nuovo Mondo” possa venire linfa vitale per lo studio delle tematiche ovidiane, dopo che sono tornati in Italia tanti libri preziosi di Ovidio, involatisi per le Americhe. Il duetto con Boston potrebbe servire a sprovincializzare le celebrazioni, troncando di netto tutti i tentativi di sfruttare, invece di onorare, la considerazione che nel mondo il vate sulmonese ha accumulato per il formidabile modo di narrare le “Mutate forme” e il catalogo dei miti antichi.

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