Blundo in versione anticlericale scopre gli altarini

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PAOLA PELINO SI ERA RIFUGIATA NEL “LATINORUM” DELLE PROCEDURE

20 LUGLIO 2013 – Ha consentito di scoprire un altarino il ritardo della senatrice Blundo, del Movimento Cinque Stelle, che ieri ha partecipato, ma solo dalle 19,50, alla riunione indetta dal sindaco per costituire il comitato pro-tribunale.

Una mezz’ora prima si erano confrontate la sen. Paola Pelino e l’avv. Teresa Nannarone. Quest’ultima ha chiesto alla parlamentare perchè non avesse firmato la interrogazione della sen. Stefania Pezzopane, proprio sul tribunale. E Paola Pelino ha risposto che non le era stato chiesto; alla osservazione della interlocutrice circa il fatto che ognuno avrebbe potuto firmare, la senatrice, con piroetta verso il curiale-procedurale, ha ribattuto che per chi non conosce la prassi di Palazzo Madama, non è agevole comprendere che (…) la proposta deve essere passata (….); e poi il corso è (…); insomma, don Abbondio, pur descritto da Alessandro Manzoni, al confronto sembrava un dilettante.

 Senza nulla sapere di questa piccola polemica perchè si trovava in viaggio, Blundo, che con stile prettamente “cittadino” si era sistemata in mezzo al pubblico ed è stata richiamata alla dignità dello scranno dal sindaco (al quale qualcuno ha detto che era proprio quella donna in jeans bianchi), ha riepilogato quanto era accaduto in Senato: “E la collega Pezzopane ci ha invitato a firmare ed ho firmato”. Ora quel “ci” significa che non ha invitato solo la Blundo; e che, per una questione che interessava il tribunale di Sulmona, magari avrà soprasseduto dall’interpellare gli altri 311 senatori che non sapevano neanche se a Sulmona ci fosse un tribunale. Né si può ritenere che tra gli altri del “ci” potesse trovarsi pure il sen. Legnini, perchè i componenti del governo non firmano interpellanze, semmai vi rispondono. Insomma, “ci” pare che la sen. Pelino quell’intervento sulla procedura che non è conosciuta da chi non sta a Palazzo Madama, e sul corso delle iniziative di legge, e bla-bla, se lo poteva risparmiare, perchè la sen. Blundo, con coscienza candida come i jeans, ci ha convinto molto di più, usando meno “latinorum”.