BONAFEDE IN TRIBUNALE: “LO SALVEREMO”

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IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA IN UN BLITZ DURANTE UN GIORNO DI UDIENZA

5 FEBBRAIO 2019 – “Persona che ascolta prima di parlare”: è l’impressione che il Presidente del Tribunale di Sulmona ha ricavato dal Ministro della Giustizia sulla questione del rapporto tra territorio e ufficio giudiziario. Il Tribunale di Sulmona, che non può contare sulle statistiche di altri uffici più importati e già soppressi dalla riforma di Berlusconi del 2011 (legge 14 settembre 2011, n. 148), punta tutto sugli argomenti oggettivi della distanza dal capoluogo che accorperebbe il territorio che adesso costituisce il circondario e che andrebbe a far parte di quello dell’Aquila. Nessun altro tribunale in Italia subirebbe una penalizzazione così incisiva, sia per la distanza chilometrica, sia per la difficoltà di collegamenti.

Persona che ascolta prima di parlare”, dunque: se sarà così, una volta per tutte i grafici e le tabelle su distanze e altimetrie saranno vagliati dal Ministro e dal Ministero; soprattutto dal Ministero, che è poi la struttura che prepara, per il Ministro, i decreti.

Per verificare l’attenzione che il Ministero riserva alle peculiarità di Sulmona, il Presidente del Tribunale, Giorgio Di Benedetto, ha incontrato il Ministro Bonafede stamane in una visita non preannunciata negli uffici dove si svolgevano le udienze. Bonafede, dopo poco più di un’ora, lasciando il Tribunale, ha detto che “è virtuoso non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi e per questo va salvato e potenziato. Non solo non chiuderà, ma vedrà nuove assunzioni. E queste mie non sono parole o promesse, perché lo stiamo già facendo”; si è riferito, in particolare, all’assunzione di altro personale amministrativo. Da parte sua, la senatrice del Movimento 5Stelle, Gabriella Di Girolamo, ha sottolineato “la messa a punto di un dispositivo di legge che mutasse completamente la prospettiva per il salvataggio, spostando la concessione di una proroga da un approccio di emergenza sismica ad un diverso ridisegno della geografia giudiziaria, basato su criteri di peculiarità territoriali e non più di numeri, come ribadito dal Ministro. Tutto questo ha fatto sì che oggi il nostro Governo possa realmente metter mano al piano di salvataggio”.

La proroga fino al 2021 sarà utilizzata “non solo per salvare i tribunali di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto a rischio di soppressione, in nome del principio della localizzazione, che tenga conto di una realtà territoriale aspra, sia geograficamente che per le emergenze naturali cui è soggetta, ma addirittura per potenziarli”.

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