CARUSO PARLA DELLE BUCHE DI ROMA PER CONSOLARSI DELLO SFACELO DELLE SUE STRADE

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GROTTESCO COMUNICATO CON GLI ELOGI AL (SUO) INGEGNERE CHE HA SFRATTATO MOTOCICLISTI E CICLISTI

13 GIUGNO 2018 – Il presidente della Provincia, avv. Caruso, ha stilato un comunicato che non possiamo riportare integralmente perché farebbe sbadigliare i lettori; e li farebbe anche piuttosto irritare perché furbescamente si affida alle risorse del territorio “unico al mondo” e al ringraziamento a tutti i dipendenti della Provincia, compreso l’ing. Bonanni che ha chiuso al traffico le strade piene di buche e che riceve una lode da Angelo Caruso perché il suo dovere è quello di tutelare la sicurezza dei cittadini.

Il rappresentante dell’ ente scende poi di livello e di stile quando sostiene che “Queste persone hanno permesso di regalare un’immagine straordinaria al mondo della regione Abruzzo, in occasione dell’arrivo del giro a 2200 metri di altitudine ( rimossi oltre 7 metri di neve e sistemazione del manto stradale), mentre a Roma a 0 metri non sono riusciti a tappare nemmeno le buche”. Ci manca solo che scriva pure di “Spelacchio”, ovvero dell’albero sul quale hanno riso tutti i fegatosi oppositori della sindaca Raggi (come se il giudizio di una amministrazione possa dipendere dal trattamento riservato ad un albero di Natale), e poi i rapporti tra Provincia e Comune di Roma si metteranno definitivamente a cantina.

Prima di ringraziare e di sbrodolarsi in auto-elogi, il Presidente della Provincia dovrebbe spiegare perché, in un anno che è stato in quel posto non ha accelerato le pratiche per la riparazione delle strade e lo ha fatto solo quando il suo dirigente ha chiuso le strade, gettando una pessima ombra sul sistema viario della Provincia e meritandosi tutte le critiche di Mari Fiamma e dei motociclisti che fino a prova contraria portano la fetta principale di consumi (anche perché, contrariamente ai camperisti, debbono comprare tutto sul posto e in genere debbono pernottare in alberghi).

Che non lo sapeva Caruso, dal suo insediamento, che quelle strade potevano costituire un pericolo? E non lo poteva chiedere all’ingegnere senza aspettare che questi le chiudesse ? Ma si parlano i due? E se non si parlano e se Bonanni non riferisce a Caruso dello stato delle strade oppure Caruso se ne infischia, lo vogliamo attribuire a Mari Fiamma oppure anche ad uno solo dei motociclisti o degli operatori turistici che hanno protestato e continueranno a protestare giustamente per tutta l’estate (tanto prima non si ripareranno le buche) ?

Ma che Caruso creda di essere tornato ai tempi di Natali e Gaspari (si parva licet componere magnis: traduciamo per Fabbricacultura “se è consentito raffrontare le grandezze alle cose di poco conto”) che rassicuravano con comunicati stampa risibili sui finanziamenti dei primi lotti di fogne e illuminazione?

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