Casini e Iommi maestre di concertazioni

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ANNUNCIANO DI CONSULTARE COMMERCIANTI E RESIDENTI MA POI FANNO TUTTO DA SOLE E SPENGONO LA VITA DI PIAZZA XX SETTEMBRE

4 MAGGIO 2017 – Il divieto di sosta per tutte le auto in Piazza XX Settembre non è più temporaneo: alla scadenza del periodo previsto, ieri è stato confermato senza ulteriori limiti. L’amministrazione comunale annuncia che nel progetto di “restituire decoro a una piazza importante e di preservare i nostri monumenti” sarà approntato uno studio e saranno avviate “concertazioni con i portatori di interesse, i residenti, i commercianti e gli albergatori, in sinergia con la polizia municipale, in quanto si dovranno apportare modifiche al piano traffico”.

In una democrazia che si possa ritenere tale, le “concertazioni” dovrebbero precedere i provvedimenti; altrimenti, che senso avrebbero? La “sperimentazione” di un paio di settimane è stata introdotta senza sentire nessuno; poi il divieto è stato confermato senza sentire nessuno. Si potrà dire che un sindaco, eletto dalla maggioranza dei cittadini, può introdurre tutti i provvedimenti che vuole e poi risponderne politicamente alle elezioni successive; ma in questo caso dovrebbe attenersi ad un programma con il quale si fosse presentato. Se mai di “riqualificazione del centro storico” Anna Maria Casini (sindaco) e Mariella Iommi (vice-sindaco e assessore alla tutela del centro storico) avessero parlato nei loro programmi, certamente si sono guardate dal dire come e con quali risorse avrebbero realizzato questa fumosissima prospettiva. Certo, da quando stanno in giunta non hanno fatto niente per sollevare il centro storico dallo scempio della sosta selvaggia davanti ai bar che evidentemente godono di un trattamento speciale per i propri clienti e non hanno gestori di origine cinese; nulla hanno fatto per evitare che il centro diventi una cloaca a cielo aperto ogni notte di ogni fine-settimana; nulla fanno per evitare che i monumenti siano invasi da piante e non solo da fili d’erba; non muovono un dito per la condizione di dissesto del porfido lungo il Corso e in Piazza XX Settembre e fanno uso smodato di transenne per segnalare sconquassi vari e per impedire il transito in prossimità, senza intervenire nella indispensabile manutenzione quotidiana. Se il loro programma era quello di istituire solo i divieti di sosta, avrebbero potuto dirlo durante la campagna elettorale: così si capiva fino a che punto intendevano riqualificare il centro storico.

A questa scorrettezza politica e istituzionale, il cittadino non può rispondere se non con una serena disobbedienza civile. Se Piazza XX Settembre è fatta, come tutte le piazze, per sostare anche mezz’ora a prendere un caffè e il giornale o comprare qualcosa di bello in negozi gestiti da chi ha il coraggio di restare al centro, ognuno che non vuole consentire questi atti di prepotenza degli amministratori parcheggi a propria scelta negli stalli vietati con il provvedimento arrogante e assunto senza… concertazione. Se gli amministratori, per far rispettare questo divieto, convoglieranno la polizia municipale solo su Piazza XX Settembre dalle 8 alle 20, lasciando che nel resto del centro storico si svolgano le ordinarie scene da far west, ne dovranno rispondere politicamente (se ci sarà una minoranza in Comune che sia in grado di contrastarli, ma è da escludere alla luce di come si sono comportati i consiglieri di opposizione in questi undici mesi), oppure davanti ai giudici per la palese violazione dell’obbligo di rispettare l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa che sta scritto soprattutto nella Costituzione. Poi Casini e Iommi andranno a proporre “concertazioni” con chi le dovrà giudicare.