C’è qualcosa di nuovo oggi in Comune, anzi d’antico

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NOMI FRESCHI E TATTICHE STANTIE

21 GIUGNO 2013 – C’è qualcosa di nuovo oggi in Comune, anzi d’antico.

C’è di nuovo la giunta; ma prevale l’antico modo di risolvere i problemi spostandone avanti nel tempo la vera soluzione. Se la giunta non basta a placare tutti gli appetiti, si può formare un “gabinetto del sindaco” che poi, per rispetto a chi vi viene spedito, si chiamerà “staff” del sindaco. A chi, nelle locandine di un quotidiano, oggi vedeva trionfare un atteggiamento di chiusura e di risoluto coraggio verso le prepotenze e le pretese formulate dal Pd (non era proprio il Pd, ma diciamo che venivano da qualcuno di simile) bisognerebbe suggerire di aspettare le designazioni del gabinetto prima di emettere giudizi; tanto più che proprio le deleghe più importanti ci dicono essere rimaste nel cassetto, per fare una super-giunta (proprio super, poi…; magari solo senza piombo).

Così ancora Giovanni Pascoli continua a guidarci nel discernere sensazioni. 

C’è di nuovo il pathos dell’assessore avv. Enza Giannantonio che, incontrandoci in Via Mazara mentre va a parlare del contenzioso (una delle sue deleghe), prende garbatamente cappello per il riferimento nel nostro titolo al “ritorno dei Goti”, come se avessimo voluto tirare in ballo i barbari, mentre meno perfidamente l’accenno è al nuovo assessore che ricorda nel nome (insieme alla giunta, che li ricorda nei fatti) tempi lontani, come indubbiamente erano quelli dei Goti, dei quali ammiriamo i vuoti totali dello stile nelle cattedrali (e, parallelamente, il vuoto delle deleghe di giunta). Ma c’è di vecchio l’appostamento degli scontenti, che oggi non si chiameranno più Rapone, o La Civita, o Cirillo, croce più che delizia di Fabio Federico, ma che vediamo già assiepati oltre i muri di Palazzo San Francesco, insieme alle cornacchie del campanile dell’Annunziata a sbranare i teneri pulcini appena spuntati dalle uova della giunta, verso i quali va comunque tutta la nostra simpatia, perchè sono la società civile, la coscienza critica e tutte quelle cose là, carenti in Fabio Federico, che però faceva una sola giunta e non ordiva trame da gabinetto.