CHE FINEZZA…

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IL SENATORE DEL PD MICHELE FINA PORTA A PARLARE DI “PUZZE DEL COGESA” IL SUO AVVOCATO DI FIDUCIA CHE NEL 2022 EBBE UN INCARICO FIDUCIARIO DI 30.000 EURO DAL COGESA

25 OTTOBRE 2025 – Per dare un contributo alla conoscenza delle problematiche del COGESA, viste dall’opposizione nel Comune, il senatore del Partito Democratico, Michele Fina ha portato a Sulmona il suo avvocato di fiducia, Loreto Ruscio, di Celano, cioè a due passi da casa dell’ospitante, presidente dell’associazione TES, della quale Michele Fina è presidente onorario. Ruscio nel 2023 è stato destinatario dell’incarico di “Consulente specializzato di Compliance e Internal Audit” (qualunque cosa significhi) da parte del Cogesa e per la cifra di 30.000 euro. Il 29 novembre 2022 la delibera n. 162 del consiglio di amministrazione della sgangheratissima società (ricca solo di terreni per ampliare la discarica e… ospitare i rifiuti aquilani a prezzi stracciati) non prevedeva concorrenti.

E Teresa Nannarone fa notare oggi che il Partito Democratico è “lo stesso che in Consiglio Comunale e nelle riunioni di maggioranza ha bocciato ogni mia proposta sul Cogesa”, mentre “oggi parla di “una storia che puzza”. Eppure – continua riprendendo la sua attività da consigliera eletta nel PD, ma dissociatasi da quello che il Pd fece – io avevo chiesto di : – segnalare la gestione alla Corte dei Conti; – chiarire la situazione della società per intervenire in tempo; – costituirsi come Comune nel processo penale per danno ambientale; – istituire un fondo per una studio epidemiologico sui tumori nelle aree vicine alla discarica; – convocare consigli comunali aperti per informare i cittadini. Tutto respinto”, al punto che tra PD e Cogesa c’è puzza, sì, ma di ipocrisia.

Tuttavia, la conclusione dell’ex consigliera non è pessimistica: “Sarà utile conoscere oggi gli esiti concreti di questa consulenza e sono certa che i cittadini, i Comuni soci e soprattutto i sulmonesi – che vivono accanto a una discarica ormai satura e pericolosa – vorranno sapere quali risultati reali siano stati prodotti”.

A quanti avvocati di Sulmona, Pratola, Castel di Sangro era nota l’occasione di interessarsi di “compliance” e di “audit” con adeguata retribuzione? A quanti dell’Aquila, che magari sarebbero stati lieti di dare consulenza gratis, per compensare il fatto che scaricano ogni giorno tonnellate di putridi rifiuti indifferenziati al prezzo che dicono loro e sempre per merito dell’amministrazione cripto-gerosolimiana del Cogesa? Non sarà che, come diceva una vecchia pubblicità, “Fina ti benzina”?

Il sen. Michele Fina la smette o no di fare queste incursioni in Valle Peligna e, poi, di essere assente su ogni tema che possa, anche lontanamente, contribuire a dare nuova aria all’amministrazione di questa sventurata società? L’ultima volta che è venuto da queste parti fu per parlare di tutela delle donne e poi si seppe che gli effetti del suo incarico di segretario regionale sono che neanche una donna sta ai vertici del PD in Abruzzo, neanche una donna è consigliera regionale del PD o eletta al parlamento dalle valli e dalla costa abruzzese.

Perché, se si inseriscono i dati di questa “determina” nel sito del Cogesa, il testo non risulta?

In un processo intentato dall’ex amministratore del Cogesa, avv. Vincenzo Margiotta, tra gli altri proprio contro Teresa Nannarone, il Procuratore della Repubblica, Giuseppe Bellelli, con un articolato atto che non solo per la lunghezza, ma per i riferimenti puntuali proprio alla “materia del contendere”, chiese l’archiviazione delle querele (ritenute addiritura “strumentali”) proposte da Margiotta, lì collocato da Gerosolimo (poi rimise le querele e l’avv. Nannarone neanche accettò questa remissione, cosicchè la GIP De Marco archiviò con altrettanto scrupolo di argomentazioni). In un altro processo, sempre promosso da Margiotta per asserita diffamazione, sfilarono davanti al giudice del dibattimento vari testimoni che riferirono come venivano date le consulenze del Cogesa e la giudice del dibattimento Pinacchio dette ampia assoluzione (la sentenza non fu nemmeno impugnata dal pur furente Margiotta).

E Fina viene a portare il suo avvocato di fiducia, incaricato dal Cogesa nel 2022 a suon di soldoni, a parlare di “puzze” al Cogesa? Ma non sarà il caso che la Procura della Repubblica, dopo aver accostato sulle querele farlocche di Margiotta la lente di ingrandimento, con lo scrupolo che ha consentito di non ravvisare alcun estremo di reato nelle critiche allo scempio del secolo in Valle Peligna, dia una sbirciata ai modi nei quali venivano date le consulenze, compresa questa a Ruscio? Non è ancora maturata la prescrizione, qualcosa si può fare: ci sono i verbali dell’ultimo processo per diffamazione e non fa niente se il rappresentante onorario della Procura in udienza continuò a chiedere la condanna.  Magari aiuterebbe anche quello che ha scritto la Corte di Conti e, come direbbe Totò, mettiamoci pure quella dei Marchesi e dei Baroni, abbondandis in abbondandum.

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